lunedì 13 febbraio 2023

Il più classico uovo di Colombo... ma a dodici facce!

Ecco il Dado per la Localizzazione dei Danni.
L'area colpita è indicata da una stellina
 Cari amici vicini e lontani, torno con un blitz su questa pagina per parlarvi di un accessorio di gioco a dir poco fondamentale, di cui ho recentemente coperto l’esistenza – come fin troppo spesso capita – per caso, mentre ero impegnato in ben altra ricerca sulle maggiori piattaforme di e-commerce (croce e dannazione del sottoscritto) del web.

Si tratta a mio parere di una soluzione pratica ed elegante ad un problema annoso che da sempre piaga la gran parte dei giochi di ruolo, a maggior ragione se non prevedono di loro la famigerata localizzazione dei danni come parte integrale del sistema di gioco (come accade per esempio nel misconosciuto – ma per me eccellente – MERC della FGU o nel celebre Rolemaster della I.C.E. specialmente nelle sue varianti… depotenziate e sicuramente più giocate, almeno ai miei tempi) ovvero se la prevedono ma tirando carrettate di dadi su miriadi di tabelle, come in GURPS della Steve Jackson Games, solo per citare uno dei più noti.

La soluzione? Un semplice dodecaedro altrimenti noto come dado a 12 facce, cioè uno dei dadi più noti – e sinceramente meno utilizzati – di tutta la panoplia nota, sulle cui facce è riportata, in stile uomo vitruviano, una figura umana stilizzata con una stellina nel… punto dolens.

A quanto pare, questa brillante idea è venuta ad un’azienda polacca, specializzata in accessori e supporti per giochi di ruolo e simulazione che con questo dado extralarge hanno fornito una soluzione assai pratica e di immediata comprensione.

Certo, se li fanno pagare, questi dadi, a maggior ragione in quanto non vengono quasi mai venduti direttamente dal produttore bensì dai soliti intermediari col passamontagna che su questo genere di articoli ci lucra in maniera schifosa – come sempre, quando si tratta di prodotti per appassionati e soprattutto giocatori.

I dadi sono venduti singolarmente in
queste eleganti quanto semplici confezioni
Ho voluto comunque prenderne un paio (alla modica cifra di 10 pleure/cadauno – euro più, euro meno) per testarli e devo dire che mi hanno soddisfatto, sia per le dimensioni – che permettono di acquisire visivamente il risultato con una certa facilità – che per la qualità di fabbricazione e dei materiali impiegati.

A tal proposito, sto già elaborando un set di regole, di pronta e facile applicazione, per tutti quei giochi che originariamente non prevedono la localizzazione delle ferite ovvero per quelli che la prevedono ma come optional per dare un po’ di sugo anche ai nostri sistemi favoriti.

Se proprio devo trovargli una pecca – a parte quella, summenzionata, del prezzo esagerato – è che per ora esistono solo per bersagli umani e/o umanoidi anche se, con un piccolo sforzo di fantasia, potrebbero essere applicati anche agli animali, purché dotati di 4 arti, come la stragrande maggioranza dei mammiferi terrestri ma – come potete vedere – è un peccato assolutamente veniale e non è detto che, in futuro, qualcuno non ci pensi.