domenica 9 ottobre 2016

La negletta calibro .22LR, un nuovo implemento di distruzione per Mutant Future™


Nonostante quello che pensano molti abitanti della desolazione post-apocalittica, non tutti i congegni degli Antichi erano dei leviatani altamente distruttivi.
Certo, il vertice della tecnologia bellica in mano alle forze armate durante l’Ultima Guerra era spaventoso; la sua devastante potenza è testimoniata dai ruderi e dai relitti che costellano la desolazione ancora oggi nonché dalle reliquie spesso e volentieri dissotterrate ed impiegate da guerrieri, avventurieri e mutanti.
Eppure, anche in quell’era di meraviglie iper-tecnologiche, tra le tante stranezze che caratterizzavano gli Antichi c’era quella che vedeva la diffusione pressoché ubiquitaria, di armi considerate già a quel tempo antiche, di piccolo calibro per gli usi più svariati, principalmente sportivi e venatori.

In questo campo, una munizione regnava incontrastata: la calibro .22 Long Rifle una cartuccia sviluppata niente meno che nel XIX secolo dell’Era di prima, sfruttata sia nelle pistole che nelle carabine, diffusissima in tutto il mondo ed estremamente economica.

tipico esemplare di "replica" di arma d'ordinanza, la
Chiappa M9-22 è realizzata in lega leggera, con canna
lunga 132mm, per 1050 grammi di peso.
La capacità del caricatore amovibile è di 10 cartucce.
Impiegata pressoché universalmente per le competizioni sportive - famosissime le gare che si svolgevano durante le antiche competizioni note come “olimpiadi” – era usata presso molti degli imperi degli Antichi, specialmente nell’Impero Ammerrekano, anche per la caccia ad animali di piccola taglia, come conigli, scoiattoli, topi, castori, tacchini e via discorrendo.

Molto diffuse erano poi, specialmente presso gli eserciti e le “forze di sicurezza” meno sofisticate, le armi o i kit di conversione che permettevano alle reclute di addestrarsi dal vero, al poligono, impiegando al posto delle costose munizioni d’ordinanza le ubiquitarie cartucce calibro .22LR.

Un altro uso, tutt’altro che lusinghiero, era poi come arma da assassinio; nel corso della storia degli Antichi, si narra che fossero state uccise più persone nel mondo da armi calibro .22LR che da qualunque altra arma, antica o moderna.
Questo perché le caratteristiche della munizione ben si prestano all’uso dissimulato, potendo essere tra l’altro impiegate anche con armi di basso prezzo di qualità infima – tipo usa e getta – con la possibilità di adoperare con successo soppressori anche “di fortuna”.

Tipica delle carabine "a leva" stile-Winchester, questa LA-322
ha una canna lunga 47 cm, pesa 2.3 kg ed ha un caricatore
tubolare integrale sottocanna con una capacità di 15 colpi.
Secondo alcune fonti storiche, in più di un’occasione rivoltosi e malviventi avevano affrontato le forze della legge o dei regimi autoritari degli antichi, usando armi di fortuna dette Zip Guns realizzate con poco più che pezzi di tubo metallico, spilli ed elastici; inutile dire che la munizione usata in questi primitivi implementi fatti in casa era sempre l’ubiquitaria .22LR!

Paradossalmente, quando il caos della Caduta investì il Mondo di Prima, nella corsa di tutti contro tutti all’accaparramento di armi di ogni genere, la maggior parte dei sopravvissuti portò con sé ogni tipo di arma, saccheggiando per prima cosa quel che restava degli arsenali militari ovvero prelevando le armi direttamente dai corpi dei soldati caduti; altri ancora diedero l’assalto a negozi ed armerie, acquistando o depredando ogni tipo di arma, lunga o corta, ad energia, gauss o a proiettili di medio-grosso calibro, più che per vera necessità, per una diffusa sensazione di sicurezza psicologica, lasciandosi dietro, se non in rarissimi casi, tutta una panoplia di pistole e carabine dell’inutile calibro .22LR e quantitativi spropositati di munizioni.

Tipico esempio di "replica" calibro .22LR di arma militare (in
questo caso, della celeberrima Carabina M1 cal. .30M1 della
Seconda Guerra Mondiale), questa M1-22 semiautomatica con
chiusura "a massa", canna da 45 cm, peso di 2.13 kg e caricatore
amovibile a scatola da 10 colpi
Allo stesso modo, anche chi godeva di cospicue collezioni e/o possedeva diversi tipi di arma da fuoco, al momento della fuga, dovendo scegliere cosa portare con sé, spesso e volentieri si lasciava dietro gli insignificanti giocattoli calibro .22LR… solo chi non aveva scelta (possedendo già una calibro .22 ed avendo a disposizione solo quella) o alcune persone particolarmente avvedute, scelsero invece di portare con sé solo armi di calibri particolarmente diffusi, comprese queste armi leggere di piccolo calibro.
Perché, come dice l’antico adagio: “è meglio un centro con una .22 che un liscio con una .44” senza contare che le cartucce calibro .22LR erano (e sarebbero rimaste prevedibilmente) reperibili pressoché ovunque ed in enormi quantitativi, visto che si trattava della munizione più comune al mondo.

Altro esemplare di "replica" calibro .22LR di un'arma
famosa, la celeberrima Colt M1911, realizzata per
tiratori informali, collezionisti e per l'addestramento
basico di soldati e poliziotti, la 1911-22 è pedissequa
all'originale, con canna da 127mm, caricatore amovibile
a scatola da 10 cartucce, per un peso di 1.1 kg.
È anche vero che molti dei più accorti tra i sopravvissuti avevano preferito armi di altri calibri altrettanto comuni per una ragione estremamente pratica: le munizioni a percussione centrale, al tempo ubiquitariamente in uso, possono essere facilmente ricaricate utilizzando propellenti, proiettili ed inneschi sciolti, mentre le cartucce rimfire (ad innesco/accensione anulare) come le .22LR purtroppo sono del tipo usa e getta; una volta esplose si può solo riciclarne il materiale del bossolo ma non possono (o è estremamente antieconomico) essere ricaricate.

Comunque sia, il tempo e l’uso hanno fatto si che la stragrande maggioranza delle armi da fuoco moderne scomparisse nel nulla, quando delle particolari munizioni che impiegavano si esaurirono gli stock; chi era in grado di ricaricarle preferì concentrarsi sui (pochi) calibri usati universalmente e che – bene o male – si trovano in uso ancora oggi oppure, come i famigerati anacronisti creativi ed i vari gruppi di survivalist, si dedicarono alla fabbricazione e all’uso di armi antiche, a polvere nera.

Modello concepito per l'addestramento e/o per gli appassionati
di armi militari contemporanee, la M4-22 ricalca in tutto
l'originale carabina Colt M-4 in uso presso le FF.AA. americane;
semiautomatica, con caricatore prismatico amovibile da 28 colpi,
canna da 406mm e peso di 2.5 kg.
Tutto questo ha fatto si che oggi, lontanissimi dall’era dell’Ultima Guerra, mano a mano che gli abitanti della desolazione esplorano e recuperano i territori anticamente devastati, rinvengano intere raccolte di armi, perfettamente conservate e funzionanti ma soprattutto ingenti quantitativi di munizioni calibro .22LR preservate nei loro contenitori di plastica o di metallo.
L’entità dei ritrovamenti è tale che queste antiche armi stanno tornando in uso anche perché chi le ha adoperate ha dimostrato che – alla faccia del piccolo calibro e della inferiore potenza della munizione – un paio di colpi bene assestati possono avere ragione della stragrande maggioranza delle minacce circolanti nella desolazione, specialmente quelle costituite dai perniciosi bipedi – puri o mutanti – che infestano l’orbe terracqueo.

sezione di una cartuccia .22LR,
con pallottola in piombo nudo (parte
grigia superiore), la carica di polvere
e il composto fulminante nell'orlo
del fondello (in verde).
Come stanno le cose? Ovviamente, tutto quello che è riportato nella prima parte del post è reale o realistico, nel senso che le informazioni di carattere storico sono fondate sulla realtà oggettiva dei fatti, mentre il resto è ovviamente una speculazione, ragionevolmente basata sui fatti avvenuti in situazioni analoghe di pericolo grave in alcune parti del mondo (come in occasione di sommosse, conflitti civili, catastrofi naturali etc.) durante le quali è stato dimostrato che chiunque ne abbia la possibilità, cerca di impadronirsi dell’arma (apparentemente) più potente disponibile per garantire la propria sicurezza, dimenticando tutta una serie di fattori che sono invece solitamente bene impressi nella mentalità del tipico “miliziano” o survivalist (e regolarmente menzionate in tutti i manuali e prontuari di sopravvivenza, specie quelli pubblicati negli Stati Uniti, dove sono pressoché ubiquitari) dove la necessità di difendersi da eventuali pericoli si accompagna all’altrettanto fondamentale necessità di poter mettere qualcosa in pentola ed è assai difficile farlo (a meno di dare esclusivamente la caccia a cervi, camosci, alci e cinghiali, sempre se ce ne sono!) sparando ai conigli con un fucile di medio o grosso calibro!
In queste situazioni, la persona avveduta porta sempre con sé un’arma leggera, di piccolo calibro, le cui munizioni sono adatte alla bisogna, leggere e soprattutto economiche, tutte caratteristiche di una calibro .22LR appunto.

Parlando ora della storia di questa munizione, essa venne realizzata negli anni ‘80 del XIX secolo dall’americana J. Stevens Arms & Tools Company, basandosi sulla precedente cartuccia .22 Corta elaborata dai celeberrimi Horace Smith e Daniel Baird Wesson per la loro rivoltella Primo Modello nel 1857; praticamente la prima cartuccia metallica moderna.
Come detto nella prima parte del post, le cartucce calibro .22 sono oggi come oggi le uniche modernamente prodotte che facciano uso dell’accensione anulare. In pratica, l’innesco non si trova in una capsula montata centralmente sul fondello ma nell’orlo ribattuto sporgente della cartuccia, questo perché, originariamente, questo genere di munizioni è stato elaborato per l’uso in pistole monocolpo e nelle rivoltelle, passando successivamente alle carabine a ripetizione a leva, a pompa o ordinaria ad otturatore, tutte armi che “digeriscono” o necessitano di munizioni con orlo sporgente per far presa sulla culatta e non scivolare nella camera di scoppio.

classica replica di piccolo calibro della famosissima
Colt SAA 1873, la "Peacemaker" dell'epopea western;
realizzata in acciai moderni, tamburo da 6 o 10 camere,
canna da 120, 140 o 190 mm e peso di circa 1 kg.
Col tempo ci si è resi conto che funzionavano perfettamente anche nelle armi a ripetizione automatica, sia pistole che carabine, e questo ha fatto si che divenissero le cartucce più usate in assoluto per l’addestramento ed il tiro indoor sia ad uso ricreativo che sportivo.

A partire dal XX secolo, la .22 Long Rifle ha acquisito la preminenza assoluta e non esiste oggi nazione che fabbrichi armi o munizioni che non abbia in catalogo una o più cartucce in questo calibro.
Tra l’altro, proprio a causa delle ridotte dimensioni e dei materiali impiegati, oltreché per il fatto di non essere prodotte per il riutilizzo, le cartucce calibro .22LR sono prodotte e distribuite a milioni e vendute a pochi centesimi cadauna.

Per quanto riguarda invece le armi in grado di spararle, non basterebbe un libro per elencare tutti i modelli prodotti, in passato come oggi, in questo calibro, in quanto si tratta – come già detto – della cartuccia più usata in ambito sportivo internazionale, così come è una delle più utilizzate in assoluto per la familiarizzazione e per l’addestramento delle reclute presso i maggiori corpi militari e di polizia al mondo, che adoperano armi d’ordinanza opportunamente convertite per sparare le calibro .22LR.
Allo stesso modo, la maggioranza delle aziende che fabbricano armi hanno un qualche modello camerato per la calibro .22LR ed oggidì abbondano le repliche di armi militari famose realizzate per questa cartuccia, che sono tra l’altro (con qualche notevole eccezione) estremamente economiche.

Carabina Henry Pump Action .22LR tipico esempio di fucile
con funzionamento "a pompa", serbatoio integrale tubolare
da 15 colpi, canna lunga 61 cm e peso di 2.3 kg.
Nella parte più specificatamente ludica dell’articolo, esamineremo degli esempi che possono essere utilizzati dai personaggi di Mutant Future™ ad illustrare le svariate tipologie di armi disponibili per questa particolare cartuccia, dal momento che – in generale – le specifiche di gioco sono pressoché identiche per quanto riguarda le prestazioni in termini di danno/gittata; quel che cambia sono solo le capacità dei caricatori/serbatoi, la tipologia di funzionamento/grilletto e la relativa cadenza di tiro.

Caratteristiche della munizione: non esiste in realtà oggi un tipo standard di cartuccia calibro .22LR, ve ne sono per tutte le esigenze: dalle high-velocity alle subsoniche, passando per le versioni match (da gara) alle Stinger (un tipo per fucili da caccia ad alta velocità con pallottole ramate).

Quella che prenderemo in considerazione, in quanto esempio universale, è la cartuccia così come progettata quando venne immessa sul mercato nel 1887.

Si tratta dunque di una cartuccia rimfire (a percussione anulare) che spara una pallottola in piombo pieno del peso di 2,6 grammi del calibro di 5,66mm da un bossolo lungo 17mm con una carica di 0,16 grammi di polvere infume, alla velocità di 350 m/sec. con un’energia alla volata di circa 160 joules.

La gittata massima della cartuccia, se sparata con un’angolazione di 30°, è di circa 1000 metri ma quella effettiva, nelle carabine da gara, è di 150 metri al massimo, che si riducono a circa 80 metri nelle carabine per tiro informale e/o da caccia e in 40 metri massimo se esplose da pistole e rivoltelle con canna da 127 o 152 mm (5 o 6 pollici, in pratica quelle standard costituenti il 90% di quelle in uso/produzione oggi).

Note per il Mutant Master: siamo arrivati dunque alla parte ludica del post, dove esamineremo l’uso che si può fare delle armi calibro .22LR; come preannunciato poc’anzi, viste le caratteristiche della munizione, le prestazioni delle varie tipologie di armi cambiano assai poco tra i vari modelli.

Ovviamente, tutte le armi appartengono alla categoria armi da fuoco primitive e possono essere suddivise nelle due categorie maggiori delle armi corte (pistole e rivoltelle) e armi lunghe (fucili e carabine):

arma                danno           tipo           gittata norm/max
pistola, .22LR     1d8         normale                40/80
fucile, .22LR       1d8         normale              160/320

per quanto riguarda le caratteristiche delle varie armi, sono riportate nelle didascalie alle varie fotografie, in quanto le uniche specifiche che variano sono in generale la capacità e la tipologia del caricatore/serbatoio, la lunghezza ed il peso.

Come avrete notato, mancano però tutte quelle armi appartenenti alla categoria: armi sportive/da tiro a segno, questo perché, pur esprimendo il massimo della tecnologia per questa classe di armi, a differenza delle altre tipologie riportate, non hanno la stessa durevolezza e robustezza delle armi “comuni”, essendo costruite per le prestazioni, più sofisticate e quindi decisamente più fragili rispetto a quelle realizzate per l’uso ricreativo e/o venatorio.
È quindi perfettamente plausibile che – nell’era del dopobomba – possano essercene ben poche in condizioni utilizzabili (a meno di avere molta fortuna e trovare, per esempio, un deposito intatto di un’antica armeria sportiva) e comunque sono assai mano comuni (in quanto specialistiche ed estremamente costose) rispetto alle armi destinate invece all’uso intensivo all’aria aperta decisamente più popolari ed economiche.

Nota: tutte le armi presentate nel presente articolo sono modelli rappresentativi appositamente selezionati dall’edizione 2016 dell’Annuario Armi e quindi regolarmente in commercio oggi; non si tratta di armi antiche e/o storiche, questo per dare il senso della diffusione e della modernità di quello che i nostri personaggi potrebbero trovare (o veder usato contro di loro!); per questo non sono pezzi da museo ma cose che si possono trovare regolarmente nelle armerie, nei negozi specializzati ergo negli scantinati e nelle case degli Antichi, magari chiuse in vetrinette ed armadi blindati e con tanto di munizioni – magari diverse centinaia di colpi – a portata di mano.

Allo stesso modo, le munizioni, a meno di rinvenirne piccole quantità in scatole di cartoncino, potrebbero essere rinvenute a centinaia o a migliaia per volta nei depositi di antiche armerie, negozi e magazzini, questo perché le calibro .22LR venivano solitamente vendute in confezioni da 100+ cartucce, addirittura in lattine con apertura a strappo non dissimili dalle scatolette di tonno, in secchielli di plastica da 250-500 cartucce e più ovvero in cassette metalliche (dalle 1000 alle 10mila cartucce per volta!).

Questo fa si che – anche presso gli insediamenti ed i bazar meglio avviati – sia possibile trovarne in commercio (sia armi che munizioni) anche se, in questo caso, le cartucce verranno quasi certamente vendute/scambiate su base singola, anziché all’ingrosso (si tratta pur sempre di reliquie degli Antichi).


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