Nel
nostro caso, invece, parleremo di tutte quelle armi da fianco a
ripetizione automatica,
in grado cioè di caricarsi da sé dopo ogni colpo e che sono
alimentate da un serbatoio interno ovvero da un caricatore amovibile.

I
primi modelli funzionanti vengono introdotti verso la fine del
Livello
Tecnologico 4;
si tratta di pistole grosse e impacciate, sparano quasi tutte
cartucce di piccolo calibro (intorno ai 7-8 mm) e di potenza
relativamente modesta. La maggior parte dei modelli adotta serbatoi
integrali all'arma stessa, riempiti mediante lastrine e pacchetti. Il
numero dei colpi disponibili si aggira intorno alle 8 cartucce.
Arma LT gittata danno rinculo massa caricatore
pistola
SA1 4 (pistola) 2d6 0 1,13
kg 8 colpi
1
il modello preso in esame è una Borchardt C93 (1893) dotata di
caricatore amovibile a scatola, lunga 355 mm con canna da 184 mm;
regole speciali:
questo modello, rappresentativo delle prime pistole semiautomatiche
del XIX secolo, può essere dotato di calciolo amovibile, diventando
una piccola carabina. La gittata massima resta la stessa ma la
combinazione pistola/calciolo ottiene un DM-1 a gittata media e
lunga.

Arma LT gittata danno rinculo massa caricatore
pistola
SA2 5 (pistola) 2d6 0 0,9
kg 8 colpi
2
questa
è invece una Browning/Colt M1903 in cal. 9mmBr, modello
rappresentante della categoria e largamente diffusa/adottata fin
quasi alla II Guerra Mondiale; dotata di caricatore amovibile a
scatola, lunga 205 mm con canna da 127 mm.

Arma LT gittata danno rinculo massa caricatore
pistola
SA3 6 (pistola) 3d6 0 1,00
kg 13 colpi
3
si
tratta della celeberrima Browning
HP35 realizzata
dalla FN belga prima della II GM, adottata da tutti i belligeranti e
rimasta in servizio, in forme rinnovate e lievemente modificate, fino
al XXI secolo. Arma decisamente avanti rispetto ai suoi tempi è la
capostipite delle cosiddette “Wondernine” cioè di quelle
semiautomatiche cal. 9mm Parabellum con caricatori di grande
capacità.
Dotata
di serbatoio amovibile a scatola, lunga 197mm con una canna di 118mm.
A
partire dal Livello
Tecnologico 7
vengono introdotti cambiamenti significativi dal punto di vista della
realizzazione materiale, con l'adozione di materiali sintetici e/o
polimerici; la cosa interessa in un primo momento le carcasse, poi
con l'avanzare del periodo, anche le slitte delle armi da fianco.
Siamo ancora lontani dalla realizzazione delle pistole
personali realizzate
interamente in materiali non-metallici in grado di sfuggire alla
rilevazione da parte dei metal detector, anche se alcuni tentativi da
questo punto di vista cominciano ad intravedersi.
Arma LT gittata danno rinculo massa caricatore
pistola
SA4 7 (pistola) 3d6 0 0,63
kg 16 colpi
4
l'esemplare
preso in esame è la recente Walther P-99 in cal. 9mm Para, una
moderna semiautomatica in doppia azione a cane interno dotata di
sicura integrale al percussore, fusto in tecnopolimero e castello in
lega leggera. È lunga 180 mm con una canna da 102 mm, utilizza
caricatori amovibili bifilari.
Dal
Livello
Tecnologico 8 in
poi, la pistola semiautomatica ha ormai raggiunto l'apice del suo
sviluppo, con una riduzione significativa del calibro, che si assesta
intorno ai 5-6 mm ma con prestazioni in termini di gittata,
penetrazione e potere vulnerante paragonabili, se non superiori, alle
precedenti cartucce di maggior calibro.
Il
cosiddetto tecnopolimero
si
afferma sempre di più come materiale d'elezione per la fabbricazione
delle armi da fianco e la capacità dei caricatori raggiunge nuovi
massimi, con 20-30 colpi divenuti ormai lo standard e non più
l'eccezione.
Arma LT gittata danno rinculo massa caricatore
pistola
SA5 8 (pistola) 3d6 0 0,744
kg 20 colpi

Sviluppi
ulteriori nei livelli tecnologici successivi non fanno che affinare e
alleggerire ma le prestazioni rimangono pressoché invariate fino
all'introduzione di proiettili
a propulsione autonoma finalmente
affidabili (i primi modelli sperimentali risalgono addirittura al
LT6), per l'uso in ambienti a bassa gravità, per poi passare alla
propulsione elettro-chimica/termica
(ETC)
fino allo sviluppo finale, con le armi Gauss
(a
propulsione elettromagnetica) e laser.
Tutto
questo, in termini di gioco, ha di solito poca rilevanza, dal momento
che una campagna di Travellertm
ambientata
nella galassia del Terzo
Impero
ha come presupposto fondamentale la standardizzazione coatta dei
calibri e della maggior parte degli armamenti, almeno per quanto
riguarda le armi personali comunemente disponibili sulla maggior
parte dei mondi dell'Impero, in particolar modo per quanto riguarda
le realizzazioni militari; dove si trova una notevole differenza è
invece nei prodotti rivolti ai civili, anche perché – ferma
restando l'adozione (più o meno stabile) dei calibri imperiali –
vi sono comunque da tener presenti questioni di disponibilità di
materiali e il livello tecnologico complessivo delle manifatture
planetarie.
Allo
stesso modo, mondi abitati da popolazioni autoctone, specie se allo
stadio di sviluppo tecnologico industriale
(LT4-6) o
basso
pre-stellare
(LT7-8), non
sono tenuti (e probabilmente non tengono in nessun conto) i decreti
di standardizzazione imperiali; su questi mondi è perciò possibile
trovare notevoli variazioni sul tema e i visitatori dovrebbero tenere
ben presente questo fatto, nel caso in cui avessero necessità di
approvvigionarsi di munizioni per le proprie armi hi-tech
che
probabilmente non
saranno
disponibili in quantità apprezzabili se non presso punti vendita
specializzati, magari limitati alla sola area dell'astroporto
planetario (se c'è).
In
tal caso è giocoforza che i visitatori... diventino
nativi,
almeno per quanto riguarda le armi e le munizioni reperibili sul
pianeta, onde evitare di restare a corto di mezzi magari nel bel
mezzo di uno scontro a fuoco.
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