venerdì 10 luglio 2026

L'ultima incarnazione di un Grande Classico: Ravenloft, The Horrors Within


 Nuovo post dedicato, guarda un po' il caso, all'ennesima espansione prodotta dai Prestigiatori della Battigia per il (cit.) Gioco di Ruolo Più Famoso del Mondo.

Ovviamente se la cantano e se la suonano come mejo je pare, come al solito, perché, anche in questo caso, non è tutt'oro quel che luce e la pesantissima sensazione di esser stati presi per il c... ahem, turlupinati, ecco, è molto forte e decisamente presente.

Dopo molto pensare, vagliare e rimuginare, complice un'offerta di quelle ca' nun ze pozzono rRifiutari, mi sono deciso ad acquistare l'ultima, completissima, dettagliatissima versione definitiva (sì, fino a che non uscirà quella nuova, fra un paio d'anni, com'è solito della Hasbro) di Ravenloft il supplemento/manuale/campagna horror per eccellenza di Dungeons & Dragons dai tempi di Advanced D&D, quando questa ambientazione venne proposta per la prima volta sottoforma di modulo d'avventura, salvo poi venire rielaborata, ampliata e ripubblicata come boxed set qualche tempo dopo.

Passano gli anni, passano le edizioni, le reincarnazioni di Ravenloft si moltiplicano peggio degli evangelici pani e pesci ma c'è sempre una costante: più si va avanti, più le cose diventano - a mio modestissimo parere - farraginose, ridondanti e inutilmente complicate.

Arriviamo all'anno di grazia 2026, da un paio d'anni scarsi è uscita la nuoverrima 5.5e di D&D e sugli scaffali appare, per l'appunto, l'ultima versione, ampliata, corretta etc. etc. del manuale di ambientazione e regolamento aggiuntivo di Ravenloft: The Horrors Within.

Come un allocco, come dicevo sopra, mi lascio convincere ed acquisto questo tomo, nientepopodimeno che nella sfolgorante Alternate Cover variant (che vedete in alto a corredo del titolo). In effetti, il prodotto è notevole, nulla da eccepire sulla qualità complessiva di carta, impaginazione, stampa, illustrazioni, font e tutto l'ambaradam.

Con un cartellino del prezzo (suggerito ma, caso strano, mai applicato da nessuno) di 80 pippi (e sei un fratello) ce mancherebbe altro ma il problema c'è ed è sempre lo stesso: tutto molto colorato, tutto molto descrittivo, tutto molto... programmato, come per tutti i prodotti targati 5e e successivi. 

Questo non è più gioco di ruolo, è un ammasso di regole, cavilli, opzioni per rendere miserabile la vita di qualunque DM e far impazzire di gioia i munchkin di ogni ordine e grado.

Di più (e di peggio): hanno pubblicato recentemente (anche in eatalyano) il contributo di Sandy Petersen & soci (Call of Cthulhu, Chaosium, per capirci) alla nuova, ingombrante, imperante 5e adattando l'universo dei Miti di Cthulhu per D&D e fin qui tutto bene, c'era bisogno di riproporre buona parte di quel materiale anche in Ravenloft?

Domanda retorica, per quanto mi riguarda, fatto sta che, ancora una volta, mi trovo davanti ad un prodotto tanto ben fatto e costoso quanto inutile anche perché, come per tutte le linee di prodotti collaterali di D&D 5e, per essere sfruttato al meglio richiede comunque tutta una serie di prodotti aggiuntivi senza i quali puoi, teoricamente, giocare ma di fatto facendo una fatica bestia, come se l'Ufficio Complicazione Cose Semplici che è la WotC non ci avesse già abbondantemente messo del suo.

E - ancora una volta - credo di non essere il primo o l'unico a pensarla così, perché, anche in questo caso, i vari siti di compravendita tra privati è tutto un tripudio di copie in vendita - tutte praticamente nuove di pacca - anche di questo recentissimo prodotto.

Ora, può darsi che, come succede fin troppo spesso, questo sia dovuto al fatto che a breve sarà disponibile anche l'edizione eatalyana e che quindi l'edizione originale inglese sia vista come non più necessaria ma temo che la vera motivazione, per buona parte dei venditori, sia piuttosto che, alla fine, non si sa come accidenti usarlo anche questo ultimo mattone e visto che non è propriamente un cotillon (oltre ad essere pure decisamente ingombrante come tomo) se non lo si usa diventa decisamente oneroso, in più di un senso.

Per parte mia, nonostante mi ci metta con tutta la buona volontà di questo mondo, questa 5 edizione non riesco proprio a mandarla giù, continuo a trovarla, nonostante tutti i tentativi da parte della casa madre e di altri editori, assolutamente indigesta e assai poco gestibile, specialmente i prodotti originali della WotC/Hasbro mentre sono più che disponibile a spezzare una lancia per i prodotti... autoctoni sempre legati alla franchise della 5e, usciti nel recente passato (e sicuramente di prossima pubblicazione) che mostrano un approccio meno supino nei confronti del giocone assoluto con ambientazioni originali che, a parte il regolamento di base, cercano di allontanarsi il più possibile dai canoni stabiliti dai Manuali di Base della 5e anche se, anche qui, questo vuol dire dover fare un pesantissimo lavoro di adattamento per renderli fruibili ergo convertirli in salsa OSR senza snaturarli completamente.

Per la serie: fare e disfare, è tutto un lavorare...

domenica 5 luglio 2026

C'è del marcio in Danimarca...


 Oso adottare le parole del Bardo per eccellenza come incipit per questo post, incentrato sulla recente e sempre più persistente inondazione sul mercato del collezionismo dell'ultima, recentissima edizione del gioco di ruolo più famoso del mondo (cit.), quella del 2024 detta anche D&D 5.5e

Come potete apprezzare dall'immagine a corredo, prelevata da uno dei maggiori siti di compravendita tra privati operante nel Belpaese, da un po' di mesi a questa parte è tutto un proliferare di offerte concernenti manuali, scatole base ed espansioni della nuovissima edizione di Dungeons & Dragons.

Come sempre, purtroppo, il banditismo regna sovrano anche se, ad onor del vero, c'è anche gente un po' più ragionevole che alla fine si piega alla logica di mercato ovvero che, pur di liberarsi del (costoso) ingombro, decide di calare le pretese ma resta il fatto che questa emorragia non accenna minimamente a placarsi e che, se tanto mi da tanto, ben presto questi volumi te li tireranno dietro, se andiamo avanti di questo passo.

In tutta sincerità, non posso dire che la cosa mi sorprenda o mi dispiaccia più di tanto: sono stato tra i primi a criticare questa ennesima operazione, platealmente commerciale, da parte della Hasbro, che, tra l'altro, ha preso di sorpresa anche molti dei partner - ufficiali ed ufficiosi - della casa madre, che si sono sentiti presi letteralmente per i fondelli da questa "nuova" edizione che poi tanto nuova non è, tant'è che, nella maggior parte dei casi, anche i fans più accaniti e gli influencer più sputtanati sul web alla fine hanno ammesso che questo restyling aggiunge poco, modifica poco ed in definitiva non vale la spesa di riacquistare ex novo tutta l'infinita (ed in buona parte, inutile) panoplia di volumi, visto che vengono puntualmente proposti - appena usciti - a mezza piotta l'uno di default.

Di più, uno dei "partner" più apprezzati presso il grande pubblico - la Goodman Games - continua a far uscire sia le sue riedizioni dei moduli storici che le nuove avventure di supporto per la 5e - quella del 2014 - e non per la nuova 5.5e il che la dice lunga sul come la pensino su questa bieca operazione commerciale.

Dal mio personale punto di vista, che pure i manuali della 5.5 a suo tempo li ho acquistati (salvo poi renderli al mittente per tutta una serie di ragioni, alcune delle quali non hanno nulla a che vedere con la parte ludica) posso affermare che ho trovato questa edizione pleonastica ed assolutamente inutile ed evidentemente non sono il solo, perché è assai raro che - a pochi mesi dalla pubblicazione (specialmente nella lingua di Dante) - di un titolone come Dungeons & Dragons, si trovino così tante copie rimesse in circolazione.

Per parte mia, al solo scopo di poter comprendere e sfruttare al meglio proprio il materiale rivisto e corretto (ma soprattutto le aggiunte allo stesso) pubblicato dalla succitata Goodman per D&D 5e, alla fine ho acquistato (ad una frazione sia del prezzo originale che di quello attuale di vendita) i manuali di base della 5e, non con l'intenzione di usarli - anche se, ad onor del vero, alcune novità introdotte sono interessanti e degne di esser prese in considerazione - ma per poter operare al meglio il... come dire... roll-back delle nuove avventure accessorie alla configurazione classica di D&D/AD&D utilizzando uno dei due retrocloni che vanno per la maggiore: il nostro noto e beneamato Labyrinth Lord ovvero il più recente (ed assai più strutturato) Old School Essentials di cui ho intenzione di parlarvi non appena mi sorge vaghezza.

Tutto questo perché, a quanto pare, non sono l'unico a pensare che queste nuove edizioni del succitato gioco di ruolo più famoso ecc. ecc. siano un po' troppo convolute, involute, "colorate" (e non solo in senso letterale, capeesc'a'mme) ed in definitiva Made in Bimbominckya del necessario, dove, più che al gioco di ruolo puro e semplice come piace a noi, si da un po' troppo spazio al powergaming, al munchkinismo e allo "storytelling" (sì, quello odioso, alla Vampirla la Pagliacciata) più becero e deteriore, senza tenere presente un piccolo, insignificante dettaglio: che tutta questa gente fa parte della solita, rumorosa minoranza rispetto alla gran massa dei giocatori, specialmente quelli della Vecchia Guardia e dedicare un prodotto, tecnicamente di massa, alle aspirazioni delle bimbominchiette con problemi di autostima e sogni di gloria, è - commercialmente parlando - un suicidio.

...ed infatti...

mercoledì 24 giugno 2026

Prima di Vampirla la Pagliacciata c'era già la Dolcevita...


 ...e no, non è solo una questione storica, ma di sostanza, perché prima che nascesse il fenomeno del Mondo di Penombra del famigerato Canide Albino - che per fin troppo tempo mi ha triturato le gonadi fino ad epoche assai recenti - esisteva già un gioco basato, per l'appunto, sulla vita notturna delle grandi metropoli, New York City in particolare; questo gioco, pubblicato nel 1990 per i tipi della (oggi defunta) Stellar Games era NIGHTLIFE il primo gioco di ruolo basato sulle interazioni tra creature soprannaturali e la specie umana, solo che - a differenza di Vampiri, dove le uniche creature disponibili, ancorché suddivise in 3mila salse differenti erano, per l'appunto, i teribbuli Nosfigatu - qui i giocatori potevano interpretare una pletora di creature leggendarie: vampiri, lupi mannari, spettri, revenant e chi più ne ha, più ne metta.

Non solo: già nel manuale di base si accennava, più e più volte, ad altri supplementi e manuali, segno che il progetto Nightlife non era stato pensato come un qualcosa in fieri ma come un universo già strutturato e pressoché completo.

Ma allora, chiederete voi, come mai questo gioco oggi come oggi non lo conosce nessuno, a parte qualche vetusto grognard come il sottoscritto, mentre dai Vampirla il Canide Albino ha cicciato un intero Mondo di Penombra incorporando, mano a mano, tutti gli altri elementi quali lupi mannari, fantasmi e maghi (se non ricordo troppo male)?

Molto probabilmente la prima causa è stata una leggerissima differenza nella produzione e nella distribuzione del prodotto, nel senso che le tirature della Stellar Games non sono mai state assolutamente paragonabili a quelle della White Wolf; in secondo luogo, la qualità generale del materiale proposto, dove - anche qui - la disparità di mezzi era ampliamente visibile ma soprattutto a causa della distribuzione o meglio, della mancata distribuzione dei prodotti della prima paragonati a quelli della seconda casa editrice.

Sì, perché, non ho mai capito il motivo, ma Vampirla è stato subito abbracciato anim'e'ccore dagli eatalyci distributori, mentre Nightlife è sempre stato un prodotto di nicchia, disponibile in pochissime copie e distribuito letteralmente a macchia di leopardo, ergo, su espressa richiesta, con conseguente aggravio di costi per averlo.

Vi ricordo che quando è accaduto tutto questo, internet come lo conosciamo noi adesso praticamente non esisteva. Oggi possiamo teoricamente procurarci qualunque cosa in qualunque momento da qualsiasi parte del mondo, se disponibile. Allora ci si doveva accontentare di mezzi limitati alla distribuzione locale - che ha fatto sì che alcuni titoli rispetto ad altri divenissero "favoriti" ma solo, in realtà, perché non venivano proposte alternative - oppure avere amici e/o parenti che viaggiavano all'estero e che quindi potevano procurarci il materiale direttamente alla fonte ovvero i famigerati mail orders che erano letteralmente un terno al lotto e finivano puntualmente per costare uno sproposito in dazi e balzelli.

Comunque sia, secondo me c'è un altro e tutt'altro che secondario, motivo per cui Nightlife non ha mai avuto il grande successo di pubblico, nonostante la novità dell'approccio e dell'idea di base: pressappochismo e ripetitività.

Intendiamoci, il gioco, preso così com'è, nudo e crudo, funziona ed anche bene: non ci sono pippe mentali, personaggi problematici e altre amenità tanto in voga tra la metà degli anni '90 ed i primi anni 2000 (cioè il periodo del massimo trionfo di Vampirla la Pagliacciata) il sistema di gioco è un classico a percentuali anche se con una modalità assolutamente inversa nell'applicazione di bonus, malus e modificatori vari ed è il classico House System della Stellar, assolutamente intercambiabile con tutti i giochi della compagnia (e già questo era un grosso vantaggio, se si era dei fans dei prodotti della stessa) ma le procedure introdotte nei vari manuali/supplementi pubblicati tendevano a deviare dallo standard ergo ad appesantire il gioco.

Inoltre, in più di un caso, le regole aggiuntive introdotte di volta in volta, tendevano a contraddirsi ovvero ad essere totalmente mancanti. Uno dei manuali più critici, da questo punto di vista, è Magic, che introduceva nell'universo di Nightlife i maghi e le streghe. Tutto molto bello fino a che non ci si accorge che non è riportato da nessuna parte quali e quanti rituali e/o incantesimi possegga un personaggio ergo come dovrebbe determinarli, men che meno come usarli, nel caso delle streghe, che - tecnicamente - agiscono in congreghe e che ben difficilmente potrebbero integrarsi in un tipico gruppo di gioco.

In compenso, c'è una ripetizione ad libitum di materiale già pubblicato sul manuale di base, assolutamente ridondante e perfettamente inutile, perché non aggiunge nulla di realmente nuovo al brodo. Con i supplementi successivi andiamo pure peggio, con quasi il 50% delle pagine disponibili che è una ripetizione pedissequa di quanto già letto/visto altrove. 

Gli unici supplementi che si distinguono sono In The Musical Vein (che è un modulo d'avventura in realtà) e Kinrise che introduce una ambientazione post-apocalittica in cui Kin (cioè i mostri/personaggi giocanti) e la Mandria (i normali esseri umani) devono collaborare (per lo più) per sopravvivere all'apocalisse nucleare e dove i mostri sono per certi versi avvantaggiati dal fatto che l'Inverno Nucleare permette loro di agire h24 perché la luce del sole è bloccata dal pulviscolo nucleare in atmosfera.

Questo, secondo me, ha causato la dipartita del progetto Nightlife e della stessa Stellar Games, che infatti chiuderà i battenti di lì a poco: l'aver voluto in qualche modo prendere in giro i suoi utenti con materiale abborracciato e ripetuto peggio delle famigerate sequenze di agganciamento e trasformazione degli anime robotici, aggiungendo molto poco (e molto male) alla struttura generale del gioco.

Col senno di poi, se avessero proposto un manuale di base completo, già strutturato e quindi più ragionato e ben più testato prima di mandarlo in stampa, avrebbero evitato i troppi errori, ripetizioni e contraddizioni che hanno reso il gioco una spesa inutile, concentrandosi magari su un corpus di avventure più sostanzioso, come nel caso della Pacesetter con Chill (grandissimo giocone!).

A proposito di Chill, lo sapevate che, in realtà, è stato il primo gioco di ruolo in assoluto a proporre l'idea di mostri come personaggi giocanti? Accadde con la pubblicazione del supplemento Creature Feature solo che lì l'ambientazione era più in linea con quella di Ghostbusters che non di Call of Cthulhu, se capite cosa intendo: una cosa dove interpretavi sì un vampiro, un mannaro o una mummia, ma era letteralmente buttata in caciara, da non prendersi troppo sul serio.

venerdì 8 maggio 2026

Vinted, ovvero: Come Riciclare la Spazzatura e Vivere Felice


 Post un pochino atipico, quello di oggi ma vieppiù necessario alla luce delle mie ultime, recentissime esperienze sulla piattaforma di compravendita tra privati (😂sì, come no, domani ce credo...) più in del momento.

Intendiamoci: la formula, di per sé, funziona e anche (abbastanza) bene, quel che funziona meno, come sempre, sono la pletora di utOnti cialtroni che hanno cominciato a bazzicare la piattaforma, molti dei quali sono i soliti banditi già noti che un tempo pascolavano su eBay e Subito.it e che - visto il volume di vendite che si è sviluppato negli ultimi 3 anni, in costante crescita - hanno pensato bene di lordare anche questa con la loro infausta sed etiam perniciosa presenza.

Ma questo è un altro discorso che (forse) analizzeremo in altra sede e che esula dal contesto di questo post.

Vi parlavo dunque di riciclo dell'immondizia e no, non intendo la merce proposta (anche se, pure qui, di morchia ce n'è tanta e - purtroppo - riguarda il più delle volte proprio il materiale ludico) ma l'inveterata, pessima abitudine, da parte di taluni utOnti, di spedire i beni venduti sommergendoli, letteralmente, in quello che non posso che definire differenziata della plastica e della carta.

Per prima cosa, la pratica perniciosa di spedire la roba nel primo contenitore che capita sottomano, che fa sì che ti veda recapitare scatoloni da 1 metro cubo con dentro magari un cacchio di tascabile in brossura (giuro, m'è capitato anche questo), per non parlare del fatto che quasi tutti sciupano chilometri lineari di nastro adesivo (oh, si vede che glielo regalano ergo che lo piange qualcuno, perché, con quello che costa oggi, davvero non si spiega tutto 'sto scialo) come se non ci fosse un domani.

Il peggio il più delle volte arriva - dopo che hai dovuto litigare per interi quarti d'ora solo per districarti tra strati multipli del summenzionato scotch - quando finalmente riesco ad accedere al contenuto delle scatole: ci trovo dentro veramente di tutto, una cosa invereconda.
Le "linee guida" di questi imbecilli baltici, poi, di certo non aiutano, anzi: secondo loro, dovresti spedire la roba sotterrandola letteralmente di materiale di imballaggio (anche se, ad onor del vero, loro dicono di usare materiale consono come il pluriball, non il contenuto del cassonetto della raccolta differenziata!) per non "lasciare spazi vuoti".

Da venditore/spedizioniere con esperienza più che ventennale certificata, posso assicurarvi che già questa è una cazzata midiciale, perché più imballaggio ci butti, maggiori sono le probabilità che lo stesso (che è limitatamente comprimibile) anziché ammortizzare l'urto, lo trasmetta direttamente alla mercanzia che dovrebbe proteggere. 

Lo so per esperienza diretta e personale, specialmente quando si trattava di spedire articoli di modellismo, già di per sé abbastanza delicati: pensi di far bene riempiendo di pluriball ogni singolo spazio, salvo dover rispondere alle lamentele degli acquirenti perché qualche imbecille si è divertito a palleggiarsi il pacco in giro per il magazzino e il solito, infinitesimale dettaglio ha finito per rompersi; per questo ho ottimizzato la mia pluripremiata tecnica di imballaggio "no come back", che consiste fondamentalmente nel conformare il più possibile l'involucro alla merce ed utilizzare materiale più... arioso e cedevole, che permetta una certa libertà di movimento all'articolo senza urtare direttamente contro la scatola ergo senza comprimere l'imballaggio e posso assicurarvi che funziona nel 99% dei casi.

Per il restante 1% c'è poco da fare: se lo spedizioniere è un coglione, tipo quelli che, quando devono consegnare, aprono lo sportello del furgone e scaricano direttamente in terra le scatole per poi ributtarle alla cazzomannaggia dentro, non c'è imballaggio che tenga ma solo tanta, tanta fortuna!

Ora, veniamo al caso in oggetto, che mi ha fatto lievemente, come dire... irritare ma appena appena, ve lo assicuro. Una scolopendra gigante del Mato Grosso, in confronto al sottoscritto ieri sera, è un simpatico micetto.

Infatti, dopo quasi 10 giorni di attesa e disguidi a non finire, dovuti alla recente ondata di dissesti informatici (!?) che hanno colpito tutto il Vecchio Continente, mi hanno finalmente consegnato il mio ultimo, incauto acquisto, proveniente da oltralpe.

Immaginate la mia sorpresa quando mi sono dovuto incollare al fermoposta un cassone(tto) enorme e pesante una madonna! Ma che c'hanno messo qui dentro, i sassi!? 

NO.

Più prosaicamente, la scatola, decisamente oversize conteneva 2 chilogrammi esatti (pesati con la bilancia, mica cazzi!) di immondizia.

Vi assicuro che c'era dentro di tutto: sacchetti, buste usate di altre spedizioni, depliant pubblicitari interi, almeno un quotidiano (bello stantio e profumato - capeesc'a'mme - tra l'altro) ed altro materiale prettamente da discarica.

In fondo a questo ammasso di spazzatura, una scatola avvolta, questa sì, in un foglio di pluriball, più che per proteggerla dagli urti, sospetto, per non farla entrare in contatto con la monnezza.

E a questo punto finisce la farsa e subentra il dramma, perché questo tizio mi ha spedito letteralmente fischi per fiaschi e per buona misura, in condizioni a dir poco vergognose per cui, se anche quella roba avesse avuto un valore tale da poterla rivendere, l'aveva perso completamente. 

Spazzatura. Letteralmente, anche quello.

Per farla breve, ho giustamente contattato il gallico cialtrone (dopo essermi prima fatto un goccio per calmare i nervi perché altrimenti me lo sarei mangiato vivo, se avessi adito la tastiera) facendo presente il piccolissimo errore commesso.

Per fortuna (soprattutto sua) ha risposto a tamburo battente, profondendosi in scuse ma - soprattutto e più importante - inviandomi direttamente la bolla di spedizione per il reso.

Come ti...alleggerisco il cassonetto a taglie più
amministrabili, basta poco, che ce vo'?
A questo punto, ho avuto la mezza idea di rendergli pan per focaccia, ributtando tutta la morchia nel cassonetto ma poi ho deciso per un approccio più... didascalico, cioè rispedendogli indietro il pezzo come se glielo avessi venduto io: ho piegato il cartone - con i miei appositi attrezzi - eliminando 15 centimetri buoni di altezza (e quindi di ingombro) ed ottenendo delle alette di chiusura superiore sovrapponibili e all'interno la scatola del giochino è stata semplicemente avvolta in un abbondante (ma non troppo) giro di pluriball in modo da avere due "bumper" laterali che non permettono grossi scostamenti laterali e lasciando una "zona cuscinetto" tutto attorno di un paio di centimetri, così, a meno che non ci passino sopra con un carrello elevatore o non si divertano a prenderlo a calci, lo scatolo arriverà sano e salvo in Gallia transalpina.

Per quanto riguarda invece il prodotto che non mi ha spedito, anche se il tizio me l'ha proposto, ho deciso di non procedere ex novo all'acquisto, perché mi è bastato vedere le condizioni di quello che ha mandato per capire che questo è davvero un cialtrone e che quindi c'è il rischio concreto che, se davvero acquistassi di nuovo il prodotto e me lo spedisse, mi ritroverei con un bel esemplare di materiale da riciclo, per non parlare di un nuovo, cospicuo quantitativo di immondizia da riciclare e non vedo proprio perché dovrei sgravare qualcuno che non conosco e di cui non mi frega sinceramente un bel tubo dalle spese di smaltimenti rifiuti per accollarmele al posto suo!

P.S. Immagino che vi starete domandando, così come ho fatto io, come sia stato possibile un errore così marchiano (oltre, ovviamente, all'imballaggio infame) da parte del venditore e la risposta è, come già anticipato, che questo è un cialtrone fatto e finito, perché sta sì vendendo la sua roba su Vinted ma questa non è nella sua immediata disponibilità, come si suol dire in questi casi.

La roba sta a casa dei genitori, buttata alla bell'e meglio in cantina o in soffitta - se vista ed olfatto non mi ingannano (e vi assicuro che l'odorato non ce l'ho buono: a me un cane antidroga me spiccia casa!); semplicemente il tizio ha telefonato a mammà: BELLA MA' HO VENDUTO 'NA ROBA A UN TIZIO, IN EATALYA, NIENTE MENO, VEDI DE SPEDIGLIELA, GRAZIE!1!! e mammina ha ottemperato prendendo la prima cosa che le è capitata sottomano - tanto abbasta che è un gioco in scatola, giusto? - buttandola nel primo contenitore a portata di mano (uno scatolone per la spesa a domicilio) riempiendola di tutta la morchia recuperata evidentemente dal cestino della raccolta differenziata di cui sopra.

Come lo so? Semplice, l'ho preso in castagna e costretto a confessare il malfatto!

martedì 5 maggio 2026

Quando NON è tutt'oro quel che luce: Dungeons & Dragons 5E (Revised)


 Cari amici vicini e lontani, benritrovati, dopo eoni dall'ultimo post, per una breve disquisizione sul giocone di cui tutti parlano (o meglio: si riempiono la bocca e - a questo punto - pure a sproposito), il primo, il più famoso, l'ineguagliabile gioco di ruolo per antonomasia: Dungeons & Dragons, giunto ormai alla Quinta, completerrima, nuoverrima, figherrima edizione ampliata & rivista detta anche 5.5 e fin qui, nulla da ridire.

Dopo aver acquisito, da varie fonti e sempre al massimo risparmio possibile, gli ultimi, notevoli prodotti della pregiata ditta Prestigiatori della Battigia (leggi: HASBRO) ed averne apprezzato fattura e contenuti, ho avuto la balzana idea di procurarmi - complice una classica offertona ca nun ze può rRifiutari su Amazone Secondamanina - i due tomi (rigorosamente in lingua originale) del Giocatore e del Dungeon Master, che ho ricevuto, dopo non poche traversie (ma questo è un altro discorso) quest'oggi.

Ho quindi mollato tutto ed ho cominciato la disamina dei due simpatici pamphlet ma, a questo punto, credo sia doveroso un passo indietro per comprendere come mai abbia deciso di intraprendere codesto, oneroso passo.

Come vi ho anticipato poc'anzi, ho messo di recente le mani sui vari Set Introduttivi di D&D 5E e tutto a causa di alcuni incauti acquisti dovuti ai suggerimenti di un certo qual Youtuber, un grognard vecchio stampo, almeno di facciata, ma stranamente assai addentro alle meccaniche delle ultime edizioni del gioco.

Se avete presente il mio ultimo post, sapete già di cosa e chi sto parlando, quindi è inutile dilungarsi oltre. 

Dovete quindi sapere che mi sono procurato svariato materiale, di recentissima pubblicazione, anche nell'edizione dedicata alla 5E e dopo aver apprezzato l'effettiva qualità dello stesso, non ho potuto non constatare come le nuove, diverse, meccaniche introdotte abbiano reso codesto materiale difficilmente convertibile a meno di non conoscere almeno un'infarinatura di base, anche solo per comprendere determinati, nuovi concetti.

Per questa ragione mi sono guardato intorno ed ho acquisito i summenzionati set che, insieme a delle mini-campagne con tutti gli annessi e connessi, offrono una panoramica forse incompleta ma abbastanza esaustiva, tanto da permettermi di utilizzarla stile stele di Rosetta per maneggiare il nuovo materiale pubblicato, all'occorrenza.

Come purtroppo troppo spesso accade col sottoscritto, mi sono fatto venire il ghiribizzo di approfondire fino a che punto fossero arrivati in realtà con la nuova (2024) edizione riveduta e corretta, da qui l'acquisto via Bezos dei due tomi di cui parlavo sopra, complice il fatto che venissero venduti come usato garantito con un discreto sconto sul cartellino del prezzo.

Ora, tralasciando tutto il resto, veniamo alla ciccia del discorso. Io, in tutta sincerità, non capisco come facciano i tanti recensori, specialmente su TuTubo, ad osannare questo ammasso di roba, sì, avete capito bene, perché pare di trovarsi di fronte all'edizione più becera e stracarica del Hero System e di RoleMaster messe insieme sotto steroidi: due mattoni da quasi quattrocento pagine ciascuno di chiacchiere, tante chiacchiere, regole, troppe regole ed infarcite di illustrazioni (da sempre uno dei punti di forza del nuovo corso targato WotC/Hasbro), coloratissimi e per questo di assai difficile lettura, specialmente per chi non ha più la vista tanto buona.

Questi nuovi manuali sono la vendetta postuma di Gary Gygax sul collega/rivale Dave Arneson (quello che è considerato il vero padre del Gioco di Ruolo come noi lo conosciamo), con un regolamento omnicomprensivo, che scende fin nel più infinitesimale (ed inutile, oltreché ridondante) dettaglio, per non parlare poi del capitolo che da sempre mi ha mandato al manicomio: la stramaledettissima magia!

In un gioco fantasy, ancorché Sword & Sorcery per carità, ci sta ma era davvero necessario introdurre 50 classi di personaggio di cui 49 usano, per un vero o per l'altro, la magia?

Per non parlare delle sottoclassi... perdio, non bastavano la carrettata di combinazione classe + razza, era proprio necessario inserire pure ogni singolo ramo della pianta principale?

Tornando alla magia, praticamente mezzo volume è dedicato solo agli incantesimi, perché non bastava più avere gli incantesimi dei maghi (magic-users in generale) e quelli dei chierici, no: adesso ci sono 3mila incantesimi suddivisi ulteriormente, oltre che per classe di personaggio, per scuola di magia (ÁrriPotte je spiccia casa, insomma), un incubo, per stargli dietro hai bisogno di un assistente personale!

Infine, la parte che più di tutte mi ha fatto storcere il naso: l'intero gioco, più o meno inconsapevolmente (?) è un unico, fottuto manifesto WOKE dall'inizio alla fine. No, non nel testo, per carità, ci mancherebbe solo questo ma nell'iconografia dei manuali. 

Tutti i personaggi - specie quelli giocanti - sono molto, come dire, colorati (non so se mi si piega), mentre non ho potuto non notare un qual certo... pallore, quando si parla di personaggi negativi - lich, stregoni folli, signori della guerra, ci siamo capiti... 

Ora, lungi da me fare dietrologie o qualsivoglia apologia delle genti caucasiche ma era davvero così necessario connotare, non dico gli umani, ma qualunque razza giocante umanoide/semi-umana con caratteristiche smaccatamente non-caucasiche?

Sono ben altre le parole che vorrei adoperare ma sono consapevole dei limiti imposti anche su questa piattaforma, per cui il discorso lo chiudiamo qui.

Resta comunque il fatto principale che rende - ai miei occhi - questo giocone assai poco desiderabile: con la vita frenetica che si fa oggi, con il tempo sempre più ristretto che possiamo dedicare (la gran parte di voi, comunque, perché - purtroppo - ormai il problema mi tocca in maniera mooolto limitata) ai nostri hobby e il costante bombardamento di informazioni - desiderate e non - cui siamo sottoposti h24 7/7, era davvero necessario tirar fuori due mattoni di regolamenti stile Enciclopedia Treccani?

Non voglio dire, ma c'è davvero qualcuno che abbia tempo o voglia di leggersi, anzi: studiarsi per davvero 800 e rotte pagine di testo, manco si dovesse dare l'esame di Diritto Privato a Giurisprudenza?

Infatti, come chiosa finale, se è vero, com'è vero, che una buona parte dei giocatori odierni tende a rimettere sul mercato i manuali delle edizioni precedenti, come mai sui principali siti di compravendita online è tutto un proliferare di manuali in vendita (la maggior parte dei quali, come sempre, a prezzi da rapina a mano armata, manco si trattasse di edizioni vintage) della pregiaterrima 5E e financo della nuoverrima 5.5?

Sarà mica che, oltre al sottoscritto, anche una buona parte degli attuali giocatori trovi questo gioco pleonastico, ridondante (oltreché oltremodo costoso, come tutti i prodotti marcati Hasbro) e di assai difficile comprensione/applicazione?

Al che sorge spontanea anche un'altra pregunta: possiamo davvero essere così sicuri che la pletora, in costante crescita, di creatori di contenuti ludici su YouTube e sui vari (a)social, sia davvero così disinteressata e/o appassionata o che, piuttosto, non siano tutti propugnatori prezzolati intenti a pubblicizzare al grande pubblico le (presunte) virtù dell'ultimo prodotto dei Prestigiatori della Battigia?

D'altronde la storia c'insegna che non sarebbe né la prima né l'unica volta.

giovedì 29 gennaio 2026

I Dolori del (non più tanto) Giovane Werme


 Parafrasando il titolo del noto romanzo romantico di Goethe, questo dovrebbe essere il titolo di questa pagina, casomai decidessi di raccontare - anche solo in forma aneddotica - la catasta di guai che mi sono piovuti addosso in questi ultimi mesi e che mi hanno di fatto tenuto lontano dalla mia attività di produzione ludica ma, volendo restare nel solo ambito gioco-ruolistico, non posso non parlarvi della mostruosa cantonata che ho preso, cortesia di quel certo Douglas che gestisce una pagina su YouTube, che ha fatto sì che mi partisse un embolo dalle conseguenze impreviste e a dir poco drammatiche.

Per far breve una storia abbastanza lunga, travagliata e soprattutto contorta, possiamo partire proprio da questo video, dove il nostro anfitrione parlava degli esordi del gioco di ruolo (e intendo propri gli esordi, dalla famigerata scatola bianca di Gygax & Co. che diede il via a tutto l'ambaradam), presentando, tra le altre cose, delle avventure - considerate iconiche se non dei must have per tutti i giocatori di ruolo degni di questo nome: The Dark Tower e The Caverns of Thracia scritte eoni fa per l'allora unico gioco di ruolo esistente da tale Paul Jacquelle per i tipi della Judges Guild.

Ovviamente, anche solo tentare di procurarsi gli originali equivale ad un suicidio ma c'è una soluzione: assai di recente, la pregiatissima Goodman Games (che il sottoscritto conosce per essere la compagnia che aveva preso in mano ed ampliato la gamma di prodotti dedicati a Metamorphosis Alpha di James Ward) le ha appena ristampate per la famigerata 5e di Dungeons & Dragons e per il suo house game: Dungeon Crawl Classics di cui avevo sì sentito parlare in questi anni ma che non aveva mai destato la mia attenzione.

Ora, i prodotti della Goodman non sono celebri per essere particolarmente economici ma con questi remake hanno veramente dato il peggio di sé, perché è il materiale ludico più costoso che abbia mai visto in vita mia, considerato soprattutto che tutti i suoi volumi sono rigorosamente in bianco e nero.

Eh, ma lo facciamo per mantenere quel feeling Vecchia Scuola, dicono loro.

No, è perché siete una manica di lazzaroni e di banditi, dico io e la stampa monocroma costa un decimo di quella a colori!

Ovviamente, io tutte queste cose non le sapevo, prima di imbarcarmi nella perigliosa avventura di procurarmi questa roba ma per aggiungere l'ingiuria al danno, il mio principale spacciatore di materiale ludico nuovo, di cui non posso fare il nome (ma il cognome sì: BEZOS) ci ha messo del suo per rendermi l'esperienza ancora più traumatica, con errori marchiani, supercazzole clamorose, tempi di consegna biblici e tutto l'ambaradam dei disguidi possibili ed immaginabili.

Ma la cosa peggiore è stato constatare come, una volta entrato in possesso di questi agognati beni, alla faccia della riproposizione dei classici, salvo che per i volumi deluxe, che riportano e la versione originale e quella riveduta e corretta, le avventure siano proposte solo in versione "convertita" e che - alla faccia dei sostenitori del movimento OSR - con i giochi Old School non c'entrano una beata mazza, perché realizzati per un sistema di gioco proprietario, che di vecchia scuola non ha nulla in quanto si tratta di una versione riveduta e corretta di Dungeons & Dragons, sì, ma della versione 3.5/d20 System non certo della BECMI o della famigerata "scatola rossa" e richiedono quindi necessariamente il manuale di base di DCC per riuscire a capirci qualcosa.

E visto che siamo sotto le feste, che non te lo fai il (costoso) regalo?

Cceeerrrrto che sì e già qui marchiamo male, perché scopro che l'unica edizione disponibile è quella in italiano, un tomo infame in brossura di 400 pagine, di assai difficile gestione e consultazione che, per aggiungere l'ingiuria al danno, per quasi metà è composto da tabelle su tabelle di incantesimi.

No, non è che ci siano 200 pagine di incantesimi, semplicemente ogni, singolo incantesimo richiede una o due pagine di spiegazioni/effetti. Per uno che ha sempre cordialmente odiato la magia e ha sempre cercato di mantenerla al margine nelle sue partite, immaginate quali dolores de panzas di fronte a cotanta manifestazione di ars magica.

Il resto del gioco devo ancora analizzarlo, cercherò di farlo non appena mi sarà passato il disgusto ma ho già capito, come dicevo sopra, che questo DCC sta a Dungeons & Dragons come Cepheus Engine sta a Traveller: dicono di rifarsi ai classici ma di classico non hanno nulla perché scopiazzano le versioni rivedute e corrette di inizio millennio anziché gli originali degli anni '70/primi '80 del XX secolo.

Solo che, mentre per Cepheus Engine/Traveller sono in molti ad aver cominciato ad allontanarsi dalla infame versione made in Mongoose, riproponendo regolamenti o modifiche degli stessi che si rifanno più fedelmente ai famigerati Tre Libretti Neri questi della Goodman non hanno alcuna intenzione di ri-avvicinarsi all'originale, proponendo magari una terza linea di riproposte più in linea con il movimento OSR ma insistono nel perseguire le sole edizioni attualmente in commercio di Dungeons & Dragons.

E sì che di alternative estremamente valide ce ne sono a bizzeffe in giro, a partire dal nostro Labyrinth Lord che pure sta passando in secondo piano rispetto alle nuove proposte ma questa è un'altra storia e la vedremo al prossimo post o giù di lì.

giovedì 14 agosto 2025

Dalla Cina col furgone...


 ...e dico sul serio, che questo mese, complice il tedio, il caldo e le infinite ropturae pallarum che mi hanno deteriorato l'esistenza, mi sono veramente speso pure il deficit su quella Landa dalle Infinite Tentazioni che è TEMU, dove, per ogni cosa che vedi, te ne propongono subito altre 10!

Visto che il prezzo proposto, nel 90% dei casi, è di assoluto realizzo, che non le prendi due o tre(mila) cosette, anche perché devi raggiungere un minimo di spesa, altrimenti paghi la spedizione ergo non ti permettono di completare l'ordine proprio.

Se poi ci mettete le offerte Killer Price (e ce n'è sempre qualcuna, sempre diversa, ad ogni nuova visita), éccallà, il danno è fatto! Basta mettersi in fiduciosa attesa e tempo una settimanella - a volte anche meno, come per alcuni capi di vestiario che si trovano nei magazzini locali (leggi: in Europa continentale) - hai la tua roba depositata a casetta nell'atroce bustone di plastica bianca.

Ovviamente, ogni spedizione è un terno al lotto, specialmente se acquistate articoli... delicati ma, per esperienza diretta e personale, nel 75% dei casi arriva tutto e tutto intero. Molto dipende, anche qui, dalla buona volontà del venditore e di come confeziona la merce, moltissimo dalla voglia di lavorare degli spedizionieri affidatari.

Tornando a bomba, in questo primo lotto c'ho messo dentro articoli ludici di varia natura, direi perciò che è ora di por bando alle ciance ed iniziare la disamina della mercanzia.

I dadi, questi sconosciuti...

Già vi vedo e vi sento: occhi sgranati e/o rivolti al cielo e un "ANCORA!?" sulle labbra. Sì, ancora, perché questa volta i creativi Han si sono davvero superati, presentandoci dei nuovi set di dadi che... lasciano il segno e per più di un motivo. 

Come potete infatti apprezzare, si tratta di veri e propri dadi, nel senso che sono degli esaedri regolari - anzidetti cubi - realizzati in metallo massiccio, dove su ciascuna faccia è inserito un disco rotante corrispondente ad uno dei 6 tipi maggiori di dadi poliedrici: d4, d6, d8, d10, d12 e d20.

A parte la sagoma e la colorazione (più smussata l'una, più spigolosa per l'altro) i due modelli si distinguono essenzialmente per quanto riguarda la faccia con il disco da 10: nel primo modello, sono riportati, per l'appunto, i soli numeri da 1 a 10; sul secondo, sono riportati sia i numeri da 1 a 10 che i corrispondenti numeri per le decine (00, 10, 20, 30 etc.).

Ogni ruota/disco su ciascuna faccia è caratterizzata inoltre da una distinta incisione, che dovrebbe aiutare a riconoscere il tipo di dado che intende emulare a colpo d'occhio; ammetto che l'idea è buona, purtroppo la realizzazione meno ma non dipende dal prodotto ma - letteralmente - dall'occhio (malato) di chi guarda, perché nelle mie attuali condizioni faccio una fatica bestia a mettere a fuoco e sì che le dimensioni di ciascuna faccia sono grandi come una moneta da 2 euro!

Altra differenza: il primo viene venduto così, nudo e crudo (in una bustina di plastica a bolle), il secondo invece confezionato in una elegante scatolina di cartone con inserti in materiale polimerico (sinceramente non so cosa accidenti sia), forse anche perché la massa è notevole e gli spigoli abbastanza acuminati da far danno se urtano in giro roba più fragile o delicata.

Oltreché come implementi ludici, possono anche essere utilizzati per autodifesa, nel senso che sono talmente massicci e pesanti da infliggere per davvero 1d6 di ferite, se lanciati con un minimo di mira e di abilità!

I Dragon Dice

Altro giro, altra, prevedibile lagnanza: "MACCOME, non li avevi GIÁ presi, i famigerati dadi del Drago?!" , nel senso che, sì, possiedo due set completi di dadi poliedrici OCCHI di drago, mentre questi sono proprio DADI DRAGO nel senso che:
  1. sono interamente metallici
  2. sono completamente aperti
  3. dentro non c'è un occhio di dragi
  4. dentro c'è un drago in miniatura con le ali aperte!

Sono veramente delle piccole opere d'arte, molto ben realizzati, tra l'altro, nonostante l'aspetto, leggerissimi (più leggeri di certi dadi di resina vecchio stile che ancora possiedo) ed emettono un tintinnio argentino quando vengono rotolati o se urtano l'uno con l'altro.

Sì, lo so: non avevo alcun bisogno di una cosa del genere, di dadi ne ho una cassetta piena (ed intendo un portaminuterie da 24 scomparti!) ma sono troppo fighi e visto che erano pure in promo...

Come sempre, quando si parla di dadi poliedrici particolari, anche questi vengono spediti confezionati in una ziplock di plastica, all'interno della quale ci sono altrettante, piccole ziplock, ciascuna con il suo dado. Mi piacerebbe sapere come accidenti hanno fatto ad infilarceli dentro, perché ho letteralmente sudato le proverbiali sette camicie per tirarli fuori!

...ed ora per qualcosa di completamente diverso...

Mi hanno proposto queste basette colorate en passant mentre stavo completando l'ordine, nei "consigli per gli acquisti" in fondo pagina. A parte la pianta circolare, sono esattamente identiche a quelle che acquistai un paio di anni fa - se non ricordo troppo male - da Bezos; vendute come supporti per carte da gioco (che cacchio mi significa, poi, ancora me lo devono spiegare), scoprii che erano ottime per tutti quei giochi da tavolo dove c'è bisogno di supporti per tenere in piedi pezzi di mura, porte, Battlemechs... 

Sì, Battlemechs, quelli per la versione classica di Battletech™ che usa dei piegabili di cartoncino o delle sagome f/r dello stesso materiale e che, specialmente con le basettine di gomma da tagliare a mano fornite originariamente, non si riusciva mai a tenere in piedi sulla plancia di gioco.

Basettine che, tra l'altro, col passare degli anni si sono letteralmente sbriciolate perché realizzate con un PVC gommoso del menga che, una volta persa elasticità, notoriamente ti si sgretola in mano. Queste basettine erano invece realizzate in ABS trasparente, molto solide e ben piantate ed i risultati erano eccellenti. 

Restava però un difetto insanabile: erano tutte identiche, tutte trasparenti, quindi l'unico modo per distinguere una fazione dall'altra era ricordarsi quali 'mech si era messi in campo, sperando che non ve ne fossero di uguali tra le due parti in lizza.

Queste invece sono tonde ma soprattutto sono colorate sicché si può assegnare ad ogni fazione un colore e sapere chi è chi sul campo di battaglia è un attimo! Ce ne sono a sufficienza per due lance di 'mech della Sfera Interna o due stelle dei Clan in ciascuna confezione e all'esorbitante prezzo di 1,66 pl€ure a pacchetto non è che sono un affare, di più!

Dulcis in fundo, da che ho avuto la (pessima) idea di acquistare, ormai 3 anni fa, i due set di base del "nuovo" Battletech (quello che si gioca pressoché esclusivamente con le miniature, così possono rapinarti meglio), ho raccolto alcune edizioni classiche del gioco - tutte estere, visto che l'unica edizione italiana con miniature è più introvabile di un'arma nucleare sul mercato clandestino e costa altrettanto - con un discreto numero di pupazzetti. 

Figuriamoci la mia sorpresa quando, tra le Offerte del Giorno mi si para davanti un set di 5 miniature (ovviamente marcate Cavallo, per ovvie ragioni di copyright) ad un prezzo a dir poco irrisorio: praticamente 1/5 di quello dei pezzi originali spacciati su Amazon. 

Sembravano fatte bene, le recensioni erano ottime. Alla fine, al grido dello 'STICAZZI! più sentito, ho deciso di "buttare" 'sti 7 pleuri e spicci; anzi, per unire l'insulto al danno, di set ne ho ordinati due.

Potete vederle davanti ai vostri occhi in tutto il loro splendore: non solo sono realizzate benissimo, ma stanno pure in piedi (a differenza delle originali) senza bisogno di basetta, anche se pure queste sono disponibili, sempre su Temu, un tanto al chilo.

Ora spero solo che il produttore si decida ad introdurre un nuovo set per rimpolpare l'armata, dopodiché saranno pupazzetti per tutti!

E per finire, l'angolo della koddata

Purtroppo non è tutt'oro quel che luce ed il fatto che le pagine di presentazione del prodotto su Temu (e non solo, perché pure Shein e AliXpress non è che siano molto diversi) siano spesso avare di informazioni che alla fine devi dedurre da te guardando le foto ed i video eventualmente allegati, ho preso quella che si chiama colloquialmente una sonora Inc. Kool 8, nel senso che il prodotto acquistato è esattamente quello proposto, solo che non c'era scritto da nessuna parte che si trattasse di un kit di montaggio e per di più formato lillipuziano!

La (cito) Figurina in metallo da esposizione che rappresenta un esemplare di Guncannon e che viene presentata in tutta la sua metallica gloria, è in realtà un kit, per l'appunto, di montaggio realizzato con due lamine di metallo stampate, che vanno quindi tagliate, rifilate, innestate ed infine assemblate con la difficoltà (insormontabile, per il sottoscritto) aggiunta di essere composte da sezioni di pochi centimetri quadrati, praticamente invisibili e difficilmente maneggiabili da chi non ci vede bene e ha problemi di artrite incipiente alle mani.

Pazienza, vedrò se posso restituirlo ergo lo passerò ad un amico che con queste cose letteralmente ci sguazza (beato lui che ancora ci riesce!), perché è comunque un peccato mortale non sfruttarlo, visto che è effettivamente un prodotto molto particolare.

                                        See ya next time!