venerdì 8 maggio 2026

Vinted, ovvero: Come Riciclare la Spazzatura e Vivere Felice


 Post un pochino atipico, quello di oggi ma vieppiù necessario alla luce delle mie ultime, recentissime esperienze sulla piattaforma di compravendita tra privati (😂sì, come no, domani ce credo...) più in del momento.

Intendiamoci: la formula, di per sé, funziona e anche (abbastanza) bene, quel che funziona meno, come sempre, sono la pletora di utOnti cialtroni che hanno cominciato a bazzicare la piattaforma, molti dei quali sono i soliti banditi già noti che un tempo pascolavano su eBay e Subito.it e che - visto il volume di vendite che si è sviluppato negli ultimi 3 anni, in costante crescita - hanno pensato bene di lordare anche questa con la loro infausta sed etiam perniciosa presenza.

Ma questo è un altro discorso che (forse) analizzeremo in altra sede e che esula dal contesto di questo post.

Vi parlavo dunque di riciclo dell'immondizia e no, non intendo la merce proposta (anche se, pure qui, di morchia ce n'è tanta e - purtroppo - riguarda il più delle volte proprio il materiale ludico) ma l'inveterata, pessima abitudine, da parte di taluni utOnti, di spedire i beni venduti sommergendoli, letteralmente, in quello che non posso che definire differenziata della plastica e della carta.

Per prima cosa, la pratica perniciosa di spedire la roba nel primo contenitore che capita sottomano, che fa sì che ti veda recapitare scatoloni da 1 metro cubo con dentro magari un cacchio di tascabile in brossura (giuro, m'è capitato anche questo), per non parlare del fatto che quasi tutti sciupano chilometri lineari di nastro adesivo (oh, si vede che glielo regalano ergo che lo piange qualcuno, perché, con quello che costa oggi, davvero non si spiega tutto 'sto scialo) come se non ci fosse un domani.

Il peggio il più delle volte arriva - dopo che hai dovuto litigare per interi quarti d'ora solo per districarti tra strati multipli del summenzionato scotch - quando finalmente riesco ad accedere al contenuto delle scatole: ci trovo dentro veramente di tutto, una cosa invereconda.
Le "linee guida" di questi imbecilli baltici, poi, di certo non aiutano, anzi: secondo loro, dovresti spedire la roba sotterrandola letteralmente di materiale di imballaggio (anche se, ad onor del vero, loro dicono di usare materiale consono come il pluriball, non il contenuto del cassonetto della raccolta differenziata!) per non "lasciare spazi vuoti".

Da venditore/spedizioniere con esperienza più che ventennale certificata, posso assicurarvi che già questa è una cazzata midiciale, perché più imballaggio ci butti, maggiori sono le probabilità che lo stesso (che è limitatamente comprimibile) anziché ammortizzare l'urto, lo trasmetta direttamente alla mercanzia che dovrebbe proteggere. 

Lo so per esperienza diretta e personale, specialmente quando si trattava di spedire articoli di modellismo, già di per sé abbastanza delicati: pensi di far bene riempiendo di pluriball ogni singolo spazio, salvo dover rispondere alle lamentele degli acquirenti perché qualche imbecille si è divertito a palleggiarsi il pacco in giro per il magazzino e il solito, infinitesimale dettaglio ha finito per rompersi; per questo ho ottimizzato la mia pluripremiata tecnica di imballaggio "no come back", che consiste fondamentalmente nel conformare il più possibile l'involucro alla merce ed utilizzare materiale più... arioso e cedevole, che permetta una certa libertà di movimento all'articolo senza urtare direttamente contro la scatola ergo senza comprimere l'imballaggio e posso assicurarvi che funziona nel 99% dei casi.

Per il restante 1% c'è poco da fare: se lo spedizioniere è un coglione, tipo quelli che, quando devono consegnare, aprono lo sportello del furgone e scaricano direttamente in terra le scatole per poi ributtarle alla cazzomannaggia dentro, non c'è imballaggio che tenga ma solo tanta, tanta fortuna!

Ora, veniamo al caso in oggetto, che mi ha fatto lievemente, come dire... irritare ma appena appena, ve lo assicuro. Una scolopendra gigante del Mato Grosso, in confronto al sottoscritto ieri sera, è un simpatico micetto.

Infatti, dopo quasi 10 giorni di attesa e disguidi a non finire, dovuti alla recente ondata di dissesti informatici (!?) che hanno colpito tutto il Vecchio Continente, mi hanno finalmente consegnato il mio ultimo, incauto acquisto, proveniente da oltralpe.

Immaginate la mia sorpresa quando mi sono dovuto incollare al fermoposta un cassone(tto) enorme e pesante una madonna! Ma che c'hanno messo qui dentro, i sassi!? 

NO.

Più prosaicamente, la scatola, decisamente oversize conteneva 2 chilogrammi esatti (pesati con la bilancia, mica cazzi!) di immondizia.

Vi assicuro che c'era dentro di tutto: sacchetti, buste usate di altre spedizioni, depliant pubblicitari interi, almeno un quotidiano (bello stantio e profumato - capeesc'a'mme - tra l'altro) ed altro materiale prettamente da discarica.

In fondo a questo ammasso di spazzatura, una scatola avvolta, questa sì, in un foglio di pluriball, più che per proteggerla dagli urti, sospetto, per non farla entrare in contatto con la monnezza.

E a questo punto finisce la farsa e subentra il dramma, perché questo tizio mi ha spedito letteralmente fischi per fiaschi e per buona misura, in condizioni a dir poco vergognose per cui, se anche quella roba avesse avuto un valore tale da poterla rivendere, l'aveva perso completamente. 

Spazzatura. Letteralmente, anche quello.

Per farla breve, ho giustamente contattato il gallico cialtrone (dopo essermi prima fatto un goccio per calmare i nervi perché altrimenti me lo sarei mangiato vivo, se avessi adito la tastiera) facendo presente il piccolissimo errore commesso.

Per fortuna (soprattutto sua) ha risposto a tamburo battente, profondendosi in scuse ma - soprattutto e più importante - inviandomi direttamente la bolla di spedizione per il reso.

Come ti...alleggerisco il cassonetto a taglie più
amministrabili, basta poco, che ce vo'?
A questo punto, ho avuto la mezza idea di rendergli pan per focaccia, ributtando tutta la morchia nel cassonetto ma poi ho deciso per un approccio più... didascalico, cioè rispedendogli indietro il pezzo come se glielo avessi venduto io: ho piegato il cartone - con i miei appositi attrezzi - eliminando 15 centimetri buoni di altezza (e quindi di ingombro) ed ottenendo delle alette di chiusura superiore sovrapponibili e all'interno la scatola del giochino è stata semplicemente avvolta in un abbondante (ma non troppo) giro di pluriball in modo da avere due "bumper" laterali che non permettono grossi scostamenti laterali e lasciando una "zona cuscinetto" tutto attorno di un paio di centimetri, così, a meno che non ci passino sopra con un carrello elevatore o non si divertano a prenderlo a calci, lo scatolo arriverà sano e salvo in Gallia transalpina.

Per quanto riguarda invece il prodotto che non mi ha spedito, anche se il tizio me l'ha proposto, ho deciso di non procedere ex novo all'acquisto, perché mi è bastato vedere le condizioni di quello che ha mandato per capire che questo è davvero un cialtrone e che quindi c'è il rischio concreto che, se davvero acquistassi di nuovo il prodotto e me lo spedisse, mi ritroverei con un bel esemplare di materiale da riciclo, per non parlare di un nuovo, cospicuo quantitativo di immondizia da riciclare e non vedo proprio perché dovrei sgravare qualcuno che non conosco e di cui non mi frega sinceramente un bel tubo dalle spese di smaltimenti rifiuti per accollarmele al posto suo!

P.S. Immagino che vi starete domandando, così come ho fatto io, come sia stato possibile un errore così marchiano (oltre, ovviamente, all'imballaggio infame) da parte del venditore e la risposta è, come già anticipato, che questo è un cialtrone fatto e finito, perché sta sì vendendo la sua roba su Vinted ma questa non è nella sua immediata disponibilità, come si suol dire in questi casi.

La roba sta a casa dei genitori, buttata alla bell'e meglio in cantina o in soffitta - se vista ed olfatto non mi ingannano (e vi assicuro che l'odorato non ce l'ho buono: a me un cane antidroga me spiccia casa!); semplicemente il tizio ha telefonato a mammà: BELLA MA' HO VENDUTO 'NA ROBA A UN TIZIO, IN EATALYA, NIENTE MENO, VEDI DE SPEDIGLIELA, GRAZIE!1!! e mammina ha ottemperato prendendo la prima cosa che le è capitata sottomano - tanto abbasta che è un gioco in scatola, giusto? - buttandola nel primo contenitore a portata di mano (uno scatolone per la spesa a domicilio) riempiendola di tutta la morchia recuperata evidentemente dal cestino della raccolta differenziata di cui sopra.

Come lo so? Semplice, l'ho preso in castagna e costretto a confessare il malfatto!

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