Oso adottare le parole del Bardo per eccellenza come incipit per questo post, incentrato sulla recente e sempre più persistente inondazione sul mercato del collezionismo dell'ultima, recentissima edizione del gioco di ruolo più famoso del mondo (cit.), quella del 2024 detta anche D&D 5.5e
Come potete apprezzare dall'immagine a corredo, prelevata da uno dei maggiori siti di compravendita tra privati operante nel Belpaese, da un po' di mesi a questa parte è tutto un proliferare di offerte concernenti manuali, scatole base ed espansioni della nuovissima edizione di Dungeons & Dragons.
Come sempre, purtroppo, il banditismo regna sovrano anche se, ad onor del vero, c'è anche gente un po' più ragionevole che alla fine si piega alla logica di mercato ovvero che, pur di liberarsi del (costoso) ingombro, decide di calare le pretese ma resta il fatto che questa emorragia non accenna minimamente a placarsi e che, se tanto mi da tanto, ben presto questi volumi te li tireranno dietro, se andiamo avanti di questo passo.
In tutta sincerità, non posso dire che la cosa mi sorprenda o mi dispiaccia più di tanto: sono stato tra i primi a criticare questa ennesima operazione, platealmente commerciale, da parte della Hasbro, che, tra l'altro, ha preso di sorpresa anche molti dei partner - ufficiali ed ufficiosi - della casa madre, che si sono sentiti presi letteralmente per i fondelli da questa "nuova" edizione che poi tanto nuova non è, tant'è che, nella maggior parte dei casi, anche i fans più accaniti e gli influencer più sputtanati sul web alla fine hanno ammesso che questo restyling aggiunge poco, modifica poco ed in definitiva non vale la spesa di riacquistare ex novo tutta l'infinita (ed in buona parte, inutile) panoplia di volumi, visto che vengono puntualmente proposti - appena usciti - a mezza piotta l'uno di default.
Di più, uno dei "partner" più apprezzati presso il grande pubblico - la Goodman Games - continua a far uscire sia le sue riedizioni dei moduli storici che le nuove avventure di supporto per la 5e - quella del 2014 - e non per la nuova 5.5e il che la dice lunga sul come la pensino su questa bieca operazione commerciale.
Dal mio personale punto di vista, che pure i manuali della 5.5 a suo tempo li ho acquistati (salvo poi renderli al mittente per tutta una serie di ragioni, alcune delle quali non hanno nulla a che vedere con la parte ludica) posso affermare che ho trovato questa edizione pleonastica ed assolutamente inutile ed evidentemente non sono il solo, perché è assai raro che - a pochi mesi dalla pubblicazione (specialmente nella lingua di Dante) - di un titolone come Dungeons & Dragons, si trovino così tante copie rimesse in circolazione.
Per parte mia, al solo scopo di poter comprendere e sfruttare al meglio proprio il materiale rivisto e corretto (ma soprattutto le aggiunte allo stesso) pubblicato dalla succitata Goodman per D&D 5e, alla fine ho acquistato (ad una frazione sia del prezzo originale che di quello attuale di vendita) i manuali di base della 5e, non con l'intenzione di usarli - anche se, ad onor del vero, alcune novità introdotte sono interessanti e degne di esser prese in considerazione - ma per poter operare al meglio il... come dire... roll-back delle nuove avventure accessorie alla configurazione classica di D&D/AD&D utilizzando uno dei due retrocloni che vanno per la maggiore: il nostro noto e beneamato Labyrinth Lord ovvero il più recente (ed assai più strutturato) Old School Essentials di cui ho intenzione di parlarvi non appena mi sorge vaghezza.
Tutto questo perché, a quanto pare, non sono l'unico a pensare che queste nuove edizioni del succitato gioco di ruolo più famoso ecc. ecc. siano un po' troppo convolute, involute, "colorate" (e non solo in senso letterale, capeesc'a'mme) ed in definitiva Made in Bimbominckya del necessario, dove, più che al gioco di ruolo puro e semplice come piace a noi, si da un po' troppo spazio al powergaming, al munchkinismo e allo "storytelling" (sì, quello odioso, alla Vampirla la Pagliacciata) più becero e deteriore, senza tenere presente un piccolo, insignificante dettaglio: che tutta questa gente fa parte della solita, rumorosa minoranza rispetto alla gran massa dei giocatori, specialmente quelli della Vecchia Guardia e dedicare un prodotto, tecnicamente di massa, alle aspirazioni delle bimbominchiette con problemi di autostima e sogni di gloria, è - commercialmente parlando - un suicidio.
...ed infatti...