venerdì 17 luglio 2026

Dungeon Crawl Classics: OSR? Sì ma MOLTO sui generis!


 Sono consapevole che già il titolo è tutto un programma, per non dire che si tratta di uno spoilerone livello PRO ma, complice il tedio estivo, dopo averlo letto da cima a fondo nell'ultima edizione italiana (vi ricordate? Ve ne avevo parlato una manciata di post orsono) posso finalmente azzardarmi in una disamina un po' più approfondita di questo immenso caFolavoro di Joseph Goodman (sì, il patron della Goodman Games in persona!) che vorrebbe rifarsi alle origini del gioco di ruolo più famoso del mondo (cit.) quello del 1974 (lo scrive nero su bianco) ma toppa dal principio affermando che il suo nuovo prodotto si rifà (ed è espressamente dedicato agli appassionati de) alla Versione 3.0/3.5 di Dungeons & Dragons e quindi col discorso del OSR puro, permettetemi, non c'entra veramente una mazza!

Il perché, in realtà, è presto detto ed è legato alle origini della Goodman Games quale terza parte fornitrice di materiale ludico - sia originale che rivisitato - proprio per i giochi di ruolo classici come, solo per citare i più famosi, Metamorphosis Alpha di James Ward e Dungeons & Dragons nella sua nuova incarnazione marcata Wizards of the Coast; proprio per quest'ultimo cominceranno a proporre tutta la serie - denominata Original Adventures Reincarnated - di moduli d'avventura/campagna classici, quelli prodotti dalla TSR, Inc. di Gygax & Co. ovvero della Judges Guild, rigorosamente convertiti per il d20 System.

L'idea (per me favolosa) di riproporre quegli stessi classici in formato dual standard (cioè l'originale ripulito e corretto + la versione riscritta, ampliata e convertita) viene più tardi, con l'introduzione, per l'appunto di Dungeon Crawl Classics (che sostituisce de facto tutta la produzione precedente con un sistema di regole in house) e della 5e da parte della WotC, per cui ogni nuovo prodotto viene solitamente proposto nelle due varianti: quella per DCC e quella per D&D 5e.

Tornando a bomba, il problema con DCC è proprio questo: non è un gioco OSR puro, è una commistione di vecchio e di nuovo, nel senso che l'approccio al gioco è tipico OSR ma non il regolamento che, pur spurgato ed emendato dagli eccessi della 3.5/d20 System, resta comunque abbastanza complesso quando non farraginoso tout court, secondo il mio modestissimo parere.

Il fatto di voler poi utilizzare una carrettata di dadi non standard (ed anche di assai difficile reperibilità, a meno di voler spendere dai 35 ai 50 euro ❗per un set di dadi) solo per differenziarsi dalla massa ha sì un certo valore ma, allo stesso tempo, risulta essere un tipico caso di complicazione cose semplici.

Ma la parte che più mi ha lasciato interdetto (e non credo sia una novità assoluta) è l'approccio alla magia, sia clericale che arcana. Già il fatto che l'argomento si prenda de facto ma metà se non più dell'intero tomo delle regole è una cosa che mi fa pesantemente storcere il naso ma tutta la procedura per il lancio o l'apprendimento degli incantesimi, gli interventi esterni, le conseguenze più o meno perniciose (o letali) nel caso di fallimento nel lancio dell'incantesimo per tacere del fatto che ogni, singolo incantesimo necessita di una scheda dedicata è decisamente troppo per me!

Praticamente è come se lo stesso autore, nonostante abbia dedicato un sacco di lavoro, tempo e sforzi, per farci una capa tanta con tutto 'sto arsenale magico, volesse nello stesso tempo tarpare le ali (o segare le gambe, tout court) a tutti quei giocatori che vogliono interpretare un Chierico o un Mago.

In pratica è come se dicesse (e nemmeno in modo troppo sottile): guarda, Ciccio, la magia c'è e chi la usa può fare letteralmente sfracelli (ed in modo assolutamente imprevisto e casuale, tra l'altro) ma la vedi quella ghigliottina lassù? Indovina sul collo di chi calerà se appena appena ti azzardi a toppare un lancio di dadi?

Insomma, non un poi così grande incoraggiamento, diciamocelo!

Per il resto, l'approccio al gioco è decisamente OSR: niente bilanciamento degli incontri o altre menate simili, niente menate da powerplayer o munchkin ma soprattutto la Regola d'Oro: al tavolo comanda l'Arbitro, fatevene una cacchio di ragione ed è perfettamente inutile che vi mettiate a frignare o produrvi in filippiche, manuale alla mano, perché il Master non è solo incoraggiato ma ci si aspetta proprio che sia impassibile, imparziale e padrone del gioco.

I lanci di dado: rigorosamente aperti in modo che tutti possano vedere e "a chi tocca nun se 'ngrugna" (semmai, se sgrugna e pure di brutto).

Fai una cazzata? Non ho nessun dovere di avvisarti, ne paghi semplicemente le conseguenze (sperando che non ti tiri dietro pure il resto del party).

Total Party Kill? Non è assolutamente incoraggiato, che diavolo, è un gioco di ruolo, non Me contro Voi ma, allo stesso modo, se pensate di fare i grossi col tizio (o il mostro, la tribù, il villaggio) sbagliato, so' cavoli vostri, nessuna pietà per gli stupidi ed i presuntuosi.

Dopo tutto questo, dunque, vale la pena giocare a questo DCC?

Come sempre la parola magica è dipende...

Dipende infatti dal gruppo che intende giocarlo, in primo luogo: se non siete veterani dei Bei Vecchi Tempi Andati, lo troverete assai più appetibile che non i retrocloni puri come Labyrinth Lord o Old School Essential.

Siete dei Vecchi Grognard come il sottoscritto? Potreste trovarlo un po' troppo farraginoso ma allo stesso tempo alcune meccaniche sono interessanti.

Qual è allora, in definitiva, il vero appeal di questo prodotto?

La risposta che mi sento di darvi è: l'infinita pletora di materiale di supporto - originale e riproposto - che la Goodman vi mette a disposizione, dai semplici moduli d'avventura (molto Vecchia Scuola) ai supplementi di ambientazione/campagna che sviscerano numerosissimi classici della letteratura fantasy e science-fantasy, come la Planetary Fantasy alla Burroughs, la saga de La Terra Morente di Vance o de L'Impero dell'Est di Saberhagen o di Fafnir e il Grey Mouser di Lieber, solo per citarne alcuni e poi per tutti i volumi deluxe sulle avventure classiche di D&D (di Gygax, Arneson, Mentzer etc.) rivedute, convertite, ampliate e (s)corrette, che poi sono state la ragione prima per cui mi sono avvicinato a questo prodotto.

Ecco, le avventure, per esempio, parlo delle originali, sono davvero Vecchia Scuola, sia nella impostazione che nel linguaggio, molto semplici ma di quella semplicità elegante che prevede che i giocatori ragionino per risolverle al meglio, perché fin troppo spesso, il semplice approccio EUMATE non solo non funziona ma può far finire all'altro mondo l'intero party prima ancora che abbia detto "Ah!".

In definitiva, interessante ma decisamente rivedibile.

mercoledì 15 luglio 2026

Nessun piano, per quanto ben architettato...


 ...sopravvive intatto al primo impatto col nemico, recita un antico adagio, se poi il "nemico" in questione è l'organizzazione (a delinquere) di quel tale multimiliardario a stAlle e strisce con sede a Indian Creek, potete essere pressoché certi che faranno di tutto per mandare anche il più elaborato progetto a donnine di assai facili costumi.

Per non restare nel generico, l'ultimo osso della contesa riguarda una certa qual ideuzza, passata nel cervellino del sottoscritto, dopo aver letto/studiato la famigerata 5e del "gioco di ruolo più famoso del mondo" che mi sono procurata in tempi assai recenti ad un prezzo di assoluto realizzo.

Ordunque, trovando pressoché ridondante il Manuale del Dungeon Master e limitatamente utile il Manuale dei Mostri, ho avuto una bella pensata: perché non rivendere il set completo della 5e (quella del 2014) che oggi ha un discreto mercato e prendere in sostituzione il solo Manuale del Giocatore nella nuoverrima edizione 5.5 del 2024?

Il perché è presto detto: alla fine della fiera, l'unico volume davvero importante per giocare è proprio quest'ultimo, specialmente se si intende giocare alle avventure classiche o rivisitate come sto cercando di fare io, questo perché, a parte il capitolo sui tesori/oggetti magici, il Manuale del Master è assolutamente pleonastico, mentre si può fare anche a meno del Manuale dei Mostri perché le statistiche delle creature sono puntualmente, pedissequamente riportate nel testo di ogni avventura che si rispetti, sicché...

Armato di questa conoscenza, mi addentro nella selva oscura degli spacciatori di giochi e scopro che il sor Bezos sta dando via ad un ottimo prezzo proprio l'edizione originale del Manuale del Giocatore. Detto, fatto: volume acquistato e lunga, lunghissima attesa (una settimana!) per vederselo recapitare.

No, non dipende dal fatto che provenga da chissà quale magazzino, semplicemente ho smesso di pagare il pizzo a Bezos per il programma Prime e quindi ogni occasione è buona per creare disagio, con la speranza che l'utOntO si stufi e apra (di nuovo) i cordoni della borsa.

Con me, ovviamente, casca molto male, perché non me ne può fregare di meno di aspettare, purché alla fine abbia quello che ho pagato.

Appunto...

Quello che vedete in alto a corredo del post, è il manuale, esattamente come mi è arrivato stamane.

Ora, non voglio dire, ma se acquisto un prodotto e me lo vendi per nuovo, io pretendo che sia tale e non un fondo di magazzino gettato alla cazzomannaggia nel primo bustone di cartoncino XL che ti capita sotto mano.

Purtroppo non è nemmeno la prima volta che capita un... incidente simile ma, nonostante i ripetuti avvertimenti, reclami, preghiere e quant'altro, da questo orecchio proprio non ci sentono, sicché, amico mio carissimo, mi spiace ma io non intendo pagare per questo relitto, quindi così come lo hai spedito, adesso te lo riprendi.

A questo punto, però, al danno abbiamo aggiunto anche l'ingiuria, perché mentre mi accingevo a chiedere il reso, mi è apparsa questa simpatica comunicazione a piena pagina, dal carattere appena appena minatorio che cito a memoria: Ci risulta che, negli ultimi mesi, hai restituito numerosi articoli. Forse è il caso che ti informi meglio, prima di comprare, sulle apposite pagine del sito.

Prego?

Ordunque: è vero che negli ultimi 5 anni è stata più la roba che ho rispedito al mittente di quella che ho tenuta ma non dipende dal fatto - come insinuate voi merde - che io sia un povero deficiente o un analfabeta funzioAnale, bensì dal fatto che lavorate col culo: scrivete una marea di cazzate sulle pagine prodotto - proprio quelle che dovrei leggere per "informarmi" meglio - millantate qualità e caratteristiche inesistenti, spedite la roba puntualmente a cazzo di cane ovvero senza badare alle condizioni della stessa, così che arriva sempre in una delle seguenti condizioni:

  • rovinata/guasta/rotta
  • non corrispondente a quanto richiesto
  • direttamente fischi per fiaschi
e non ci vuole molto per saperlo, basta leggere le motivazioni (che sono obbligatorie) per il reso.
Di più, i resi non sempre sono gratuiti, dipende per l'appunto dalla motivazione: un conto è che l'acquirente rifiuta l'articolo perché c'ha ripensato come i cervidi, non gli piace più e simili, in quel caso il reso lo paghi, e pure salato.

Nel mio caso, il reso è sempre gratuito, perché i prodotti che ricevo sono viziati e/o danneggiati, quindi, mio simpatico algoritmo cerebroleso quanto quello che ti ha scritto, chi è che deve informarsi meglio?

Con questa ultima nota di costume, chiudiamo l'ennesimo incidente ma resta un problema di fondo che ora non è più di così facile soluzione: mi tocca tenermi per forza di cose i 3 volumi della 5e originale (anche se avevo già trovato chi li avrebbe acquistati ad occhi chiusi e con un più che discreto margine di guadagno per il sottoscritto) perché un conto è spendere una trentina di euro per procurarsi il sostituto più recente, altro paio di maniche è spenderci sopra mezza piotta (se non di più), perché tanto chiede la 
stragrande maggioranza degli spacciatori per una copia attualmente sul mercato.

...e l'omo campa...

venerdì 10 luglio 2026

L'ultima incarnazione di un Grande Classico: Ravenloft, The Horrors Within


 Nuovo post dedicato, guarda un po' il caso, all'ennesima espansione prodotta dai Prestigiatori della Battigia per il (cit.) Gioco di Ruolo Più Famoso del Mondo.

Ovviamente se la cantano e se la suonano come mejo je pare, come al solito, perché, anche in questo caso, non è tutt'oro quel che luce e la pesantissima sensazione di esser stati presi per il c... ahem, turlupinati, ecco, è molto forte e decisamente presente.

Dopo molto pensare, vagliare e rimuginare, complice un'offerta di quelle ca' nun ze pozzono rRifiutari, mi sono deciso ad acquistare l'ultima, completissima, dettagliatissima versione definitiva (sì, fino a che non uscirà quella nuova, fra un paio d'anni, com'è solito della Hasbro) di Ravenloft il supplemento/manuale/campagna horror per eccellenza di Dungeons & Dragons dai tempi di Advanced D&D, quando questa ambientazione venne proposta per la prima volta sottoforma di modulo d'avventura, salvo poi venire rielaborata, ampliata e ripubblicata come boxed set qualche tempo dopo.

Passano gli anni, passano le edizioni, le reincarnazioni di Ravenloft si moltiplicano peggio degli evangelici pani e pesci ma c'è sempre una costante: più si va avanti, più le cose diventano - a mio modestissimo parere - farraginose, ridondanti e inutilmente complicate.

Arriviamo all'anno di grazia 2026, da un paio d'anni scarsi è uscita la nuoverrima 5.5e di D&D e sugli scaffali appare, per l'appunto, l'ultima versione, ampliata, corretta etc. etc. del manuale di ambientazione e regolamento aggiuntivo di Ravenloft: The Horrors Within.

Come un allocco, come dicevo sopra, mi lascio convincere ed acquisto questo tomo, nientepopodimeno che nella sfolgorante Alternate Cover variant (che vedete in alto a corredo del titolo). In effetti, il prodotto è notevole, nulla da eccepire sulla qualità complessiva di carta, impaginazione, stampa, illustrazioni, font e tutto l'ambaradam.

Con un cartellino del prezzo (suggerito ma, caso strano, mai applicato da nessuno) di 80 pippi (e sei un fratello) ce mancherebbe altro ma il problema c'è ed è sempre lo stesso: tutto molto colorato, tutto molto descrittivo, tutto molto... programmato, come per tutti i prodotti targati 5e e successivi. 

Questo non è più gioco di ruolo, è un ammasso di regole, cavilli, opzioni per rendere miserabile la vita di qualunque DM e far impazzire di gioia i munchkin di ogni ordine e grado.

Di più (e di peggio): hanno pubblicato recentemente (anche in eatalyano) il contributo di Sandy Petersen & soci (Call of Cthulhu, Chaosium, per capirci) alla nuova, ingombrante, imperante 5e adattando l'universo dei Miti di Cthulhu per D&D e fin qui tutto bene, c'era bisogno di riproporre buona parte di quel materiale anche in Ravenloft?

Domanda retorica, per quanto mi riguarda, fatto sta che, ancora una volta, mi trovo davanti ad un prodotto tanto ben fatto e costoso quanto inutile anche perché, come per tutte le linee di prodotti collaterali di D&D 5e, per essere sfruttato al meglio richiede comunque tutta una serie di prodotti aggiuntivi senza i quali puoi, teoricamente, giocare ma di fatto facendo una fatica bestia, come se l'Ufficio Complicazione Cose Semplici che è la WotC non ci avesse già abbondantemente messo del suo.

E - ancora una volta - credo di non essere il primo o l'unico a pensarla così, perché, anche in questo caso, i vari siti di compravendita tra privati è tutto un tripudio di copie in vendita - tutte praticamente nuove di pacca - anche di questo recentissimo prodotto.

Ora, può darsi che, come succede fin troppo spesso, questo sia dovuto al fatto che a breve sarà disponibile anche l'edizione eatalyana e che quindi l'edizione originale inglese sia vista come non più necessaria ma temo che la vera motivazione, per buona parte dei venditori, sia piuttosto che, alla fine, non si sa come accidenti usarlo anche questo ultimo mattone e visto che non è propriamente un cotillon (oltre ad essere pure decisamente ingombrante come tomo) se non lo si usa diventa decisamente oneroso, in più di un senso.

Per parte mia, nonostante mi ci metta con tutta la buona volontà di questo mondo, questa 5 edizione non riesco proprio a mandarla giù, continuo a trovarla, nonostante tutti i tentativi da parte della casa madre e di altri editori, assolutamente indigesta e assai poco gestibile, specialmente i prodotti originali della WotC/Hasbro mentre sono più che disponibile a spezzare una lancia per i prodotti... autoctoni sempre legati alla franchise della 5e, usciti nel recente passato (e sicuramente di prossima pubblicazione) che mostrano un approccio meno supino nei confronti del giocone assoluto con ambientazioni originali che, a parte il regolamento di base, cercano di allontanarsi il più possibile dai canoni stabiliti dai Manuali di Base della 5e anche se, anche qui, questo vuol dire dover fare un pesantissimo lavoro di adattamento per renderli fruibili ergo convertirli in salsa OSR senza snaturarli completamente.

Per la serie: fare e disfare, è tutto un lavorare...

domenica 5 luglio 2026

C'è del marcio in Danimarca...


 Oso adottare le parole del Bardo per eccellenza come incipit per questo post, incentrato sulla recente e sempre più persistente inondazione sul mercato del collezionismo dell'ultima, recentissima edizione del gioco di ruolo più famoso del mondo (cit.), quella del 2024 detta anche D&D 5.5e

Come potete apprezzare dall'immagine a corredo, prelevata da uno dei maggiori siti di compravendita tra privati operante nel Belpaese, da un po' di mesi a questa parte è tutto un proliferare di offerte concernenti manuali, scatole base ed espansioni della nuovissima edizione di Dungeons & Dragons.

Come sempre, purtroppo, il banditismo regna sovrano anche se, ad onor del vero, c'è anche gente un po' più ragionevole che alla fine si piega alla logica di mercato ovvero che, pur di liberarsi del (costoso) ingombro, decide di calare le pretese ma resta il fatto che questa emorragia non accenna minimamente a placarsi e che, se tanto mi da tanto, ben presto questi volumi te li tireranno dietro, se andiamo avanti di questo passo.

In tutta sincerità, non posso dire che la cosa mi sorprenda o mi dispiaccia più di tanto: sono stato tra i primi a criticare questa ennesima operazione, platealmente commerciale, da parte della Hasbro, che, tra l'altro, ha preso di sorpresa anche molti dei partner - ufficiali ed ufficiosi - della casa madre, che si sono sentiti presi letteralmente per i fondelli da questa "nuova" edizione che poi tanto nuova non è, tant'è che, nella maggior parte dei casi, anche i fans più accaniti e gli influencer più sputtanati sul web alla fine hanno ammesso che questo restyling aggiunge poco, modifica poco ed in definitiva non vale la spesa di riacquistare ex novo tutta l'infinita (ed in buona parte, inutile) panoplia di volumi, visto che vengono puntualmente proposti - appena usciti - a mezza piotta l'uno di default.

Di più, uno dei "partner" più apprezzati presso il grande pubblico - la Goodman Games - continua a far uscire sia le sue riedizioni dei moduli storici che le nuove avventure di supporto per la 5e - quella del 2014 - e non per la nuova 5.5e il che la dice lunga sul come la pensino su questa bieca operazione commerciale.

Dal mio personale punto di vista, che pure i manuali della 5.5 a suo tempo li ho acquistati (salvo poi renderli al mittente per tutta una serie di ragioni, alcune delle quali non hanno nulla a che vedere con la parte ludica) posso affermare che ho trovato questa edizione pleonastica ed assolutamente inutile ed evidentemente non sono il solo, perché è assai raro che - a pochi mesi dalla pubblicazione (specialmente nella lingua di Dante) - di un titolone come Dungeons & Dragons, si trovino così tante copie rimesse in circolazione.

Per parte mia, al solo scopo di poter comprendere e sfruttare al meglio proprio il materiale rivisto e corretto (ma soprattutto le aggiunte allo stesso) pubblicato dalla succitata Goodman per D&D 5e, alla fine ho acquistato (ad una frazione sia del prezzo originale che di quello attuale di vendita) i manuali di base della 5e, non con l'intenzione di usarli - anche se, ad onor del vero, alcune novità introdotte sono interessanti e degne di esser prese in considerazione - ma per poter operare al meglio il... come dire... roll-back delle nuove avventure accessorie alla configurazione classica di D&D/AD&D utilizzando uno dei due retrocloni che vanno per la maggiore: il nostro noto e beneamato Labyrinth Lord ovvero il più recente (ed assai più strutturato) Old School Essentials di cui ho intenzione di parlarvi non appena mi sorge vaghezza.

Tutto questo perché, a quanto pare, non sono l'unico a pensare che queste nuove edizioni del succitato gioco di ruolo più famoso ecc. ecc. siano un po' troppo convolute, involute, "colorate" (e non solo in senso letterale, capeesc'a'mme) ed in definitiva Made in Bimbominckya del necessario, dove, più che al gioco di ruolo puro e semplice come piace a noi, si da un po' troppo spazio al powergaming, al munchkinismo e allo "storytelling" (sì, quello odioso, alla Vampirla la Pagliacciata) più becero e deteriore, senza tenere presente un piccolo, insignificante dettaglio: che tutta questa gente fa parte della solita, rumorosa minoranza rispetto alla gran massa dei giocatori, specialmente quelli della Vecchia Guardia e dedicare un prodotto, tecnicamente di massa, alle aspirazioni delle bimbominchiette con problemi di autostima e sogni di gloria, è - commercialmente parlando - un suicidio.

...ed infatti...