martedì 5 maggio 2026

Quando NON è tutt'oro quel che luce: Dungeons & Dragons 5E (Revised)


 Cari amici vicini e lontani, benritrovati, dopo eoni dall'ultimo post, per una breve disquisizione sul giocone di cui tutti parlano (o meglio: si riempiono la bocca e - a questo punto - pure a sproposito), il primo, il più famoso, l'ineguagliabile gioco di ruolo per antonomasia: Dungeons & Dragons, giunto ormai alla Quinta, completerrima, nuoverrima, figherrima edizione ampliata & rivista detta anche 5.5 e fin qui, nulla da ridire.

Dopo aver acquisito, da varie fonti e sempre al massimo risparmio possibile, gli ultimi, notevoli prodotti della pregiata ditta Prestigiatori della Battigia (leggi: HASBRO) ed averne apprezzato fattura e contenuti, ho avuto la balzana idea di procurarmi - complice una classica offertona ca nun ze può rRifiutari su Amazone Secondamanina - i due tomi (rigorosamente in lingua originale) del Giocatore e del Dungeon Master, che ho ricevuto, dopo non poche traversie (ma questo è un altro discorso) quest'oggi.

Ho quindi mollato tutto ed ho cominciato la disamina dei due simpatici pamphlet ma, a questo punto, credo sia doveroso un passo indietro per comprendere come mai abbia deciso di intraprendere codesto, oneroso passo.

Come vi ho anticipato poc'anzi, ho messo di recente le mani sui vari Set Introduttivi di D&D 5E e tutto a causa di alcuni incauti acquisti dovuti ai suggerimenti di un certo qual Youtuber, un grognard vecchio stampo, almeno di facciata, ma stranamente assai addentro alle meccaniche delle ultime edizioni del gioco.

Se avete presente il mio ultimo post, sapete già di cosa e chi sto parlando, quindi è inutile dilungarsi oltre. 

Dovete quindi sapere che mi sono procurato svariato materiale, di recentissima pubblicazione, anche nell'edizione dedicata alla 5E e dopo aver apprezzato l'effettiva qualità dello stesso, non ho potuto non constatare come le nuove, diverse, meccaniche introdotte abbiano reso codesto materiale difficilmente convertibile a meno di non conoscere almeno un'infarinatura di base, anche solo per comprendere determinati, nuovi concetti.

Per questa ragione mi sono guardato intorno ed ho acquisito i summenzionati set che, insieme a delle mini-campagne con tutti gli annessi e connessi, offrono una panoramica forse incompleta ma abbastanza esaustiva, tanto da permettermi di utilizzarla stile stele di Rosetta per maneggiare il nuovo materiale pubblicato, all'occorrenza.

Come purtroppo troppo spesso accade col sottoscritto, mi sono fatto venire il ghiribizzo di approfondire fino a che punto fossero arrivati in realtà con la nuova (2024) edizione riveduta e corretta, da qui l'acquisto via Bezos dei due tomi di cui parlavo sopra, complice il fatto che venissero venduti come usato garantito con un discreto sconto sul cartellino del prezzo.

Ora, tralasciando tutto il resto, veniamo alla ciccia del discorso. Io, in tutta sincerità, non capisco come facciano i tanti recensori, specialmente su TuTubo, ad osannare questo ammasso di roba, sì, avete capito bene, perché pare di trovarsi di fronte all'edizione più becera e stracarica del Hero System e di RoleMaster messe insieme sotto steroidi: due mattoni da quasi quattrocento pagine ciascuno di chiacchiere, tante chiacchiere, regole, troppe regole ed infarcite di illustrazioni (da sempre uno dei punti di forza del nuovo corso targato WotC/Hasbro), coloratissimi e per questo di assai difficile lettura, specialmente per chi non ha più la vista tanto buona.

Questi nuovi manuali sono la vendetta postuma di Gary Gygax sul collega/rivale Dave Arneson (quello che è considerato il vero padre del Gioco di Ruolo come noi lo conosciamo), con un regolamento omnicomprensivo, che scende fin nel più infinitesimale (ed inutile, oltreché ridondante) dettaglio, per non parlare poi del capitolo che da sempre mi ha mandato al manicomio: la stramaledettissima magia!

In un gioco fantasy, ancorché Sword & Sorcery per carità, ci sta ma era davvero necessario introdurre 50 classi di personaggio di cui 49 usano, per un vero o per l'altro, la magia?

Per non parlare delle sottoclassi... perdio, non bastavano la carrettata di combinazione classe + razza, era proprio necessario inserire pure ogni singolo ramo della pianta principale?

Tornando alla magia, praticamente mezzo volume è dedicato solo agli incantesimi, perché non bastava più avere gli incantesimi dei maghi (magic-users in generale) e quelli dei chierici, no: adesso ci sono 3mila incantesimi suddivisi ulteriormente, oltre che per classe di personaggio, per scuola di magia (ÁrriPotte je spiccia casa, insomma), un incubo, per stargli dietro hai bisogno di un assistente personale!

Infine, la parte che più di tutte mi ha fatto storcere il naso: l'intero gioco, più o meno inconsapevolmente (?) è un unico, fottuto manifesto WOKE dall'inizio alla fine. No, non nel testo, per carità, ci mancherebbe solo questo ma nell'iconografia dei manuali. 

Tutti i personaggi - specie quelli giocanti - sono molto, come dire, colorati (non so se mi si piega), mentre non ho potuto non notare un qual certo... pallore, quando si parla di personaggi negativi - lich, stregoni folli, signori della guerra, ci siamo capiti... 

Ora, lungi da me fare dietrologie o qualsivoglia apologia delle genti caucasiche ma era davvero così necessario connotare, non dico gli umani, ma qualunque razza giocante umanoide/semi-umana con caratteristiche smaccatamente non-caucasiche?

Sono ben altre le parole che vorrei adoperare ma sono consapevole dei limiti imposti anche su questa piattaforma, per cui il discorso lo chiudiamo qui.

Resta comunque il fatto principale che rende - ai miei occhi - questo giocone assai poco desiderabile: con la vita frenetica che si fa oggi, con il tempo sempre più ristretto che possiamo dedicare (la gran parte di voi, comunque, perché - purtroppo - ormai il problema mi tocca in maniera mooolto limitata) ai nostri hobby e il costante bombardamento di informazioni - desiderate e non - cui siamo sottoposti h24 7/7, era davvero necessario tirar fuori due mattoni di regolamenti stile Enciclopedia Treccani?

Non voglio dire, ma c'è davvero qualcuno che abbia tempo o voglia di leggersi, anzi: studiarsi per davvero 800 e rotte pagine di testo, manco si dovesse dare l'esame di Diritto Privato a Giurisprudenza?

Infatti, come chiosa finale, se è vero, com'è vero, che una buona parte dei giocatori odierni tende a rimettere sul mercato i manuali delle edizioni precedenti, come mai sui principali siti di compravendita online è tutto un proliferare di manuali in vendita (la maggior parte dei quali, come sempre, a prezzi da rapina a mano armata, manco si trattasse di edizioni vintage) della pregiaterrima 5E e financo della nuoverrima 5.5?

Sarà mica che, oltre al sottoscritto, anche una buona parte degli attuali giocatori trovi questo gioco pleonastico, ridondante (oltreché oltremodo costoso, come tutti i prodotti marcati Hasbro) e di assai difficile comprensione/applicazione?

Al che sorge spontanea anche un'altra pregunta: possiamo davvero essere così sicuri che la pletora, in costante crescita, di creatori di contenuti ludici su YouTube e sui vari (a)social, sia davvero così disinteressata e/o appassionata o che, piuttosto, non siano tutti propugnatori prezzolati intenti a pubblicizzare al grande pubblico le (presunte) virtù dell'ultimo prodotto dei Prestigiatori della Battigia?

D'altronde la storia c'insegna che non sarebbe né la prima né l'unica volta.

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