giovedì 29 gennaio 2026

I Dolori del (non più tanto) Giovane Werme


 Parafrasando il titolo del noto romanzo romantico di Goethe, questo dovrebbe essere il titolo di questa pagina, casomai decidessi di raccontare - anche solo in forma aneddotica - la catasta di guai che mi sono piovuti addosso in questi ultimi mesi e che mi hanno di fatto tenuto lontano dalla mia attività di produzione ludica ma, volendo restare nel solo ambito gioco-ruolistico, non posso non parlarvi della mostruosa cantonata che ho preso, cortesia di quel certo Douglas che gestisce una pagina su YouTube, che ha fatto sì che mi partisse un embolo dalle conseguenze impreviste e a dir poco drammatiche.

Per far breve una storia abbastanza lunga, travagliata e soprattutto contorta, possiamo partire proprio da questo video, dove il nostro anfitrione parlava degli esordi del gioco di ruolo (e intendo propri gli esordi, dalla famigerata scatola bianca di Gygax & Co. che diede il via a tutto l'ambaradam), presentando, tra le altre cose, delle avventure - considerate iconiche se non dei must have per tutti i giocatori di ruolo degni di questo nome: The Dark Tower e The Caverns of Thracia scritte eoni fa per l'allora unico gioco di ruolo esistente da tale Paul Jacquelle per i tipi della Judges Guild.

Ovviamente, anche solo tentare di procurarsi gli originali equivale ad un suicidio ma c'è una soluzione: assai di recente, la pregiatissima Goodman Games (che il sottoscritto conosce per essere la compagnia che aveva preso in mano ed ampliato la gamma di prodotti dedicati a Metamorphosis Alpha di James Ward) le ha appena ristampate per la famigerata 5e di Dungeons & Dragons e per il suo house game: Dungeon Crawl Classics di cui avevo sì sentito parlare in questi anni ma che non aveva mai destato la mia attenzione.

Ora, i prodotti della Goodman non sono celebri per essere particolarmente economici ma con questi remake hanno veramente dato il peggio di sé, perché è il materiale ludico più costoso che abbia mai visto in vita mia, considerato soprattutto che tutti i suoi volumi sono rigorosamente in bianco e nero.

Eh, ma lo facciamo per mantenere quel feeling Vecchia Scuola, dicono loro.

No, è perché siete una manica di lazzaroni e di banditi, dico io e la stampa monocroma costa un decimo di quella a colori!

Ovviamente, io tutte queste cose non le sapevo, prima di imbarcarmi nella perigliosa avventura di procurarmi questa roba ma per aggiungere l'ingiuria al danno, il mio principale spacciatore di materiale ludico nuovo, di cui non posso fare il nome (ma il cognome sì: BEZOS) ci ha messo del suo per rendermi l'esperienza ancora più traumatica, con errori marchiani, supercazzole clamorose, tempi di consegna biblici e tutto l'ambaradam dei disguidi possibili ed immaginabili.

Ma la cosa peggiore è stato constatare come, una volta entrato in possesso di questi agognati beni, alla faccia della riproposizione dei classici, salvo che per i volumi deluxe, che riportano e la versione originale e quella riveduta e corretta, le avventure siano proposte solo in versione "convertita" e che - alla faccia dei sostenitori del movimento OSR - con i giochi Old School non c'entrano una beata mazza, perché realizzati per un sistema di gioco proprietario, che di vecchia scuola non ha nulla in quanto si tratta di una versione riveduta e corretta di Dungeons & Dragons, sì, ma della versione 3.5/d20 System non certo della BECMI o della famigerata "scatola rossa" e richiedono quindi necessariamente il manuale di base di DCC per riuscire a capirci qualcosa.

E visto che siamo sotto le feste, che non te lo fai il (costoso) regalo?

Cceeerrrrto che sì e già qui marchiamo male, perché scopro che l'unica edizione disponibile è quella in italiano, un tomo infame in brossura di 400 pagine, di assai difficile gestione e consultazione che, per aggiungere l'ingiuria al danno, per quasi metà è composto da tabelle su tabelle di incantesimi.

No, non è che ci siano 200 pagine di incantesimi, semplicemente ogni, singolo incantesimo richiede una o due pagine di spiegazioni/effetti. Per uno che ha sempre cordialmente odiato la magia e ha sempre cercato di mantenerla al margine nelle sue partite, immaginate quali dolores de panzas di fronte a cotanta manifestazione di ars magica.

Il resto del gioco devo ancora analizzarlo, cercherò di farlo non appena mi sarà passato il disgusto ma ho già capito, come dicevo sopra, che questo DCC sta a Dungeons & Dragons come Cepheus Engine sta a Traveller: dicono di rifarsi ai classici ma di classico non hanno nulla perché scopiazzano le versioni rivedute e corrette di inizio millennio anziché gli originali degli anni '70/primi '80 del XX secolo.

Solo che, mentre per Cepheus Engine/Traveller sono in molti ad aver cominciato ad allontanarsi dalla infame versione made in Mongoose, riproponendo regolamenti o modifiche degli stessi che si rifanno più fedelmente ai famigerati Tre Libretti Neri questi della Goodman non hanno alcuna intenzione di ri-avvicinarsi all'originale, proponendo magari una terza linea di riproposte più in linea con il movimento OSR ma insistono nel perseguire le sole edizioni attualmente in commercio di Dungeons & Dragons.

E sì che di alternative estremamente valide ce ne sono a bizzeffe in giro, a partire dal nostro Labyrinth Lord che pure sta passando in secondo piano rispetto alle nuove proposte ma questa è un'altra storia e la vedremo al prossimo post o giù di lì.